Rifiuti, ancora caos e proteste
Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi, il sindaco Alemanno incontra i manifestanti di Valle Galeria. Il commissario Sottile: «Quello che conta è come la discarica verrà gestita» di Lorena Leonardi
Dopo le catene, le fiaccole. I romani difendono con le unghie e con i denti i terreni designati per ospitare la discarica della Capitale, dal momento che il maxi impianto di Malagrotta chiuderà i battenti a fine anno. Prima era stato individuato Pian dell’Olmo, nel XX municipio, vicino Riano, ma le accesissime proteste dei cittadini, che s’erano perfino incatenati, hanno costretto il commissario straordinario Goffredo Sottile, incaricato fino al 31 dicembre di gestire la delicata questione, a cambiare zona. Nessuno, però, vuole la discarica a un tiro di schioppo da casa propria: e anche adesso che l’area deputata è Monti dell’Ortaccio, a Valle Galeria, nel XV municipio, la protesta monta ugualmente e, nonostante il maltempo, martedì 4 settembre hanno sfilato in 4mila, con le candele accese sotto agli ombrelli.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dicendosi «vicino ai manifestanti di Valle Galeria» ha parlato di «progetto insensato» riferendosi alla discarica in quella zona, e ha promesso un incontro con i comitati per domani, 7 settembre. Il commissario straordinario Sottile, ribadendo che «non vede la necessità di provvedimenti ad hoc, come già in Campania o in Val Susa», ha commentato: «Anche se si mettono di traverso, io ho il problema di risolvere la questione rifiuti di Roma» e «noi, comunque sia, la discarica la dobbiamo fare. Da mesi sto cercando di dire che sarà provvisoria, che ci andrà solo rifiuto trattato, e che quello che conta è come viene gestita».
Sull’inadeguatezza del sito si è espressa Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio: «Dove è finito il piano per il porta a porta? Da oltre un anno si continua a discutere solo di discarica, inceneritori e inutili altri impianti, quando la ricetta è semplice: Regione e ministero hanno stanziato i fondi per la differenziata, ma il patto per Roma per ora è rimasto solo un annuncio, a causa della lentezza e dell’incapacità del Comune ad avviarlo». Intanto, uno studio realizzato dal dipartimento di Epidemiologia della Regione con l’Agenzia regionale per la protezione ambientale evidenzia che «i residenti, sia uomini che donne, più prossimi agli impianti ricorrono più frequentemente alle cure ospedaliere (+8%), in particolare per malattie circolatorie, urinarie e dell’apparato digerente». Le esposizioni ai singoli inquinanti, inoltre, mostrano relazioni con malattie dell’apparato circolatorio e respiratorio e tumori a laringe, vescica e pancreas. Sullo sfondo, rimangono anche le pesanti sanzioni che la Regione rischierebbe lasciando senza risposta il monito dell’Unione Europea, che aveva concesso pochi mesi per rispettare le direttive comunitarie, ammassando nelle discariche del Lazio solo rifiuti trattati.
Valle Galeria andava esclusa a priori secondo il presidente della Provincia, Luca Zingaretti: «In quest’area c’è un’emergenza ambientale», data la prossimità con Malagrotta, «che non esiste in nessun altro territorio laziale e forse addirittura italiano». A sciogliere i nodi dovrebbe essere, entro settembre, una conferenza dei servizi pensata per valutare i progetti presentati e avviare il percorso verso la nuova discarica, ma il Comune chiarisce già che non sarà fatto «nessuno sconto sul versante tecnico» e che su Valle Galeria «c’è già una valutazione politica che ci vede contrari a rimettere un sito per la discarica dei rifiuti nella stessa area dove esiste da trent’anni». Boccia il sito anche la presidente della Regione Renata Polverini, che rilancia la vecchia proposta di Corcolle, nonostante la vicinanza col sito Unesco di Villa Adriana.
6 settembre 2012