Rifiuti, la Procura apre un’inchiesta sui ritardi nella raccolta

Il fascicolo senza ipotesi di reato. Indagini avviate dopo un esposto del Codacons: «Troppo assenteismo, verificare le certificazioni in cui si attesta la malattia dei dipendenti» di R. S.

Un boicottaggio da parte di un gruppo di dipendenti Ama: a denunciarlo, con un esposto presentato in procura, l’associazione in difesa dei consumatori, Codacons. Facendo seguito a questa segnalazione, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo che per ora resta senza ipotesi di reato. In merito ha scritto il Codacons: «Le strade della Capitale si sono trasformate in vere e proprie discariche a cielo aperto, con i cassonetti sempre stracolmi, la raccolta che non viene effettuata e invasione di sporcizia e degrado. Gli abitanti sono costretti a convivere con l’inquinamento ambientale e i conseguenti pericoli igienico-sanitari, e respirare aria maleodorante proveniente da cumuli di rifiuti, in particolare quelli organici, oltre che ad inalare sgradevoli e nocive esalazioni provenienti dai cassonetti stracolmi e, comunque, sudici e fatiscenti».

L’associazione dei consumatori se la prende quindi con gli assenteisti. Nell’esposto «si chiede alla Procura di svolgere le opportune indagini chiedendo sin da ora procedere al sequestro di tutte le certificazioni rilasciate in cui si attesta la malattia dei dipendenti Ama per risalire ai medici che, nell’ultimo anno, le hanno prescritte e verificando la rispondenza all’effettivo stato di malattia dei dipendenti e in caso di illeciti agire anche nei confronti dei medici stessi autori delle certificazioni».

11 luglio 2014

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