Rifiuti, Marino all’Ama: «Salteranno teste»

Cassonetti pieni e marciapiedi invasi anche in centro. Il sindaco se la prende con l’alto tasso di assenteismo all’Ama, mentre il Garante degli scioperi: rischi per la «salvaguardia delle persone» di R. S.

I rifiuti si accumulano dento e intorno ai cassonetti, la raccolta non viene effettuata e volano gli stracci. È un “tutti contro tutti” quello che vede contrapposti, ormai da un paio di giorni a questa parte, il sindaco Ignazio Marino, i dirigenti dell’Ama (la municipalizzata incaricata della raccolta dei rifiuti) e il Garante degli scioperi. Il primo cittadino si è detto «stanco ed arrabbiato» prendendosela con l’assenteismo dei dipendenti Ama che sfiora il 18%. «Credo sia venuto il momento di far saltare qualche testa» ha annunciato Marino che poco meno di 7 mesi fa ha nominato i nuovi vertici dell’Ama nel segno della «discontinuità col passato».

Il Garante degli scioperi ha inviato una lettera ai dirigenti dell’Ama in cui si parla di rischi per la «salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone». I sacchetti, intanto restano sui marciapiedi, sulle strade della Capitale. Il sistema romano appare al collasso, non in grado di reggere un tale carico di rifiuti indifferenziati, soprattutto dopo la chiusura di Malagrotta, la discarica più grande d’Europa. Era qui che l’indifferenziata finiva a tonnellate, ogni giorno, senza alcun tipo di trasformazione e al di fuori di ogni regola.

Il presidente Ama Daniele Fortini, rispondendo al Garante, ha parlato di «insufficienza degli impianti» affermando anche che «quello in cui operiamo è un contesto assurdo nel quale, inoltre, non tutti compiono il loro dovere con uguale responsabilità». Su questa scia s’inserisce l’azione del Codacons che si è rivolto alla Procura affinché si possa «indagare sull’emergenza scattata in città e sulle assenze dal lavoro da parte dei dipendenti dell’Ama». A difendere, invece, i dipendenti della municipalizzata restano i sindacati: «Le assenze – dice la Cisl – sono un problema, non sono il problema».

10 luglio 2014

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