San Pio da Pietrelcina

Prima pietra per la nuova chiesa della parrocchia di Malafede, quartiere giovane alle porte di Roma di Emilio F. Torsello

All’inizio l’edificio della chiesa di San Pio da Pietrelcina, nel quartiere di Malafede (periferia sud di Roma, prima di Acilia), non esisteva neppure. Nell’anno del Giubileo la comunità parrocchiale si riuniva nel piazzale del parcheggio, antistante la scuola elementare, per celebrare la Messa con un sacerdote e pochi fedeli. Dopo sette anni la situazione è migliorata, e si intravede la svolta. La comunità ha ottenuto un locale inizialmente progettato per ospitare un negozio, dove ora svolge tutte le attività. «Solitamente i bambini dell’oratorio giocano fuori dalla chiesa – spiega il parroco, don Roberto Zammerini -, ma quando piove li portiamo all’interno e giocano proprio qui, davanti all’altare, poiché non abbiamo altri locali disponibili». Attualmente la chiesa ha solo 120 posti a sedere e spesso accade che alcuni fedeli siano costretti a seguire la liturgia in piedi o all’esterno.

«Ma la misericordia di Dio è grande – ha sottolineato don Roberto – e lo scorso 16 dicembre è stata posta la prima pietra per la nuova chiesa». Alla Messa, presieduta dal vescovo del settore Sud, monsignor Paolo Schiavon, nella palestra della scuola di via Giorgio De Lullo, ha partecipato la comunità in festa. «Chiamo in causa la misericordia di Dio – ha continuato il parroco – perché, a differenza di altre realtà romane, non abbiamo incontrato alcun problema burocratico nell’ottenere le licenze. Tutto è stato fatto molto celermente». Il disegno del futuro complesso parrocchiale è stato realizzato dall’architetto Alessandro Anselmi. «Dovendo progettare una chiesa – dichiara l’architetto – ho pensato a un’aula sovrastata da una superficie morbida, con tre curve che terminano in un’unica arcata. Tutta la struttura vuole rispecchiare il movimento che dalla molteplicità del mondo giunge all’unità. Questo progetto – continua Anselmi – ricorda le basiliche classiche, con le tre navate che convergono sull’altare. Allo stesso modo questa struttura tripartita si unisce nell’arco». A questa interpretazione se ne aggiungono altre, proposte dallo stesso don Roberto, secondo cui «le tre curve richiamano la Trinità e il manto morbido della copertura, l’Arca dell’Alleanza, protetta da Mosè sotto una tenda. Guardando il frontale, infine, si possono anche interpretare queste curve come il cappuccio di un saio».

La nuova chiesa sorgerà nel cuore del quartiere, in via Paolo Stoppa. «È un segno importante – sottolinea don Roberto -, è la chiesa che scende tra la gente in un quartiere in continua espansione». «Per capire quanto la realtà locale stia cambiando – prosegue – basti pensare che quando sono arrivato qui, nel 2004, avevamo solo 3 bambini al corso di prima comunione e la scuola elementare del quartiere non aveva neanche la prima e la seconda elementare. Ora sono presenti tutte le classi e oltre 23 bambini si sono iscritti al cammino di prima comunione». Don Roberto continua sottolineando come Malafede sia un quartiere giovane: «Ogni anno, in parrocchia, teniamo tre corsi prematrimoniali, cui partecipano in media 25 coppie di fidanzati». «A fronte di questi segnali positivi – conclude il parroco -, manca ancora una vera “vita di quartiere” e siamo in attesa sia di nuovi insediamenti che della nuova stazione della metropolitana».

18 dicembre 2007

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