Santa Teresa del Bambino Gesù
Una comunità orante, che ogni mese apre le porte ai giovani della sesta prefettura per l’adorazione eucaristica di Gianluigi De Palo
Dentro la chiesa un grande affresco di Santa Teresa del Bambino Gesù sovrasta l’altare. Sul lato sinistro una piccola cappellina contiene una reliquia della Santa. È una mantella indossata dalla piccola Therese durante la visita a Leone XIII nell’unico viaggio della sua vita, a Roma. «La parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù in Panfilo è tenuta dai Carmelitani Teresiani – racconta padre Angelo Agostini, il parroco -. La nostra è una comunità orante e, ogni giorno, abbiamo un programma di preghiera che scandisce le nostre ore. Cominciamo la mattina con le Lodi e con un’ora di meditazione silenziosa per concludere la sera con i Vespri e l’adorazione eucaristica».
Il territorio parrocchiale che conta circa 3mila e cinquecento abitanti, è molto particolare: «Il novanta per cento sono anziani. Di giovani ce ne sono pochi o niente anche perché qui ai Parioli le case costano e gli affitti sono improponibili. Le uniche famiglie giovani sono quelle che hanno ereditato la casa dai loro nonni o genitori, ma si possono contare sulle dita di una mano». La parrocchia, circondata da altre due grandi comunità come quella di San Roberto Bellarmino e Santa Teresa d’Avila a Corso Italia, è chiamata ad operare in un quartiere pieno di uffici e di ambasciate: «Durante le funzioni è facile vedere la partecipazione di chi lavora nelle ambasciate d’Austria, del Cile, del Principato di Monaco e dell’Ucraina. Ma proprio per questo motivo la nostra è una parrocchia depauperata di fedeli: basti pensare che in chiesa facciamo un solo matrimonio all’anno».
Uno dei gruppi che presta con più efficacia il suo servizio è quello degli Araldi del Vangelo costituiti in Associazione privata internazionale di fedeli di diritto pontificio. Il loro operato consiste nel portare in pellegrinaggio di casa in casa un’icona con l’immagine dell’Immacolato Cuore di Maria, così come apparve a Fatima, che in questo modo viene accolta da una famiglia una volta al mese lo stesso giorno. Per l’occasione si legge un brano del Vangelo, accompagnato da alcuni minuti di riflessione, e si recita il Rosario. Il responsabile della realizzazione di questo compito è il coordinatore che deve costituire un gruppo di trenta famiglie affinché, per ogni giorno del mese, l’icona possa essere accolta da una famiglia diversa: «È un modo per conoscere e incontrare le persone che non praticano, ma che spontaneamente si ritrovano per pregare. C’è tanto bisogno di preghiera».
Il secondo mercoledì del mese, sempre nell’ottica dell’importanza dell’orazione comunitaria, la parrocchia apre le sue porte ai giovani delle otto parrocchie della sesta prefettura che si ritrovano la sera in chiesa per l’adorazione eucaristica e per un’agape finale: «È una bellissima iniziativa – spiega il parroco –: siamo contenti di dare la nostra disponibilità per questi incontri che vengono illuminati da Gesù Eucaristia. In questo modo riusciamo a incontrare qualche giovane che, vista l’età media del nostro quartiere, difficilmente incontreremmo».
17 febbraio 2006