Sant’Ugo, tra famiglie e missione

Nella comunità della Serpentara, guidata da don Roberto Savoja, tante le proposte per i nuclei familiari e per i giovani. La pastorale degli ammalati di Ilaria Sarra

Una parrocchia vitale e ricca di attività. Merito anche della dinamicità del parroco, don Roberto Savoja, che con i suoi due metri e otto centimetri di altezza guida, da cinque anni, la comunità di Sant’Ugo. «I parrocchiani si adoperano molto nei vari servizi – dice don Roberto – ma io sento che si deve crescere di più nella sensibilità alla carità e alla presenza sul territorio. Anche se qualcosa si sta già muovendo». Quel qualcosa sono, ad esempio, i trenta volontari che si occupano, fino al 31 marzo, dell’“Emergenza freddo”: «Ogni sera ospitiamo in un capannone vicino alla chiesa, dieci senza tetto permettendogli di dormire in un luogo riparato e offrendo loro la colazione. Questo è un progetto che portiamo avanti con la vicina parrocchia di San Frumenzio e in collaborazione con il Comune di Roma» spiega il parroco. Sta muovendo i primi passi anche il gruppo Caritas, che sosterrà il lavoro che da tanti anni portano avanti le vincenziane: distribuzione di viveri, vestiario, centro di ascolto.

Nella comunità della Serpentara – la parrocchia sorge in via Lina Cavalieri – un «pilastro importante sono le famiglie – spiega don Savoja –. Oltre al gruppo storico, denominato “Senior”, ne sono nati altri tre. Il percorso inizia dalla preparazione al matrimonio per proseguire poi, per chi vuole, all’interno dei gruppi guidati dal parroco e da coppie mature. Da noi è presente anche l’Associazione famiglie separate cristiane e, durante l’anno, organizziamo degli incontri unitari che vedono la partecipazione di tutti i gruppi che formano la pastorale familiare, per uno scambio sempre proficuo e stimolante. All’inizio del matrimonio il cammino proposto guarda, soprattutto, la scoperta di Gesù nella vita di coppia e quindi la richiesta principale è quella di conoscere meglio la figura del Signore. Questo viene fatto attraverso la spiegazione delle parabole del Vangelo».

Dalla collaborazione tra le famiglie è nata un’associazione, che porta avanti due progetti: l’Oratorio del mattino e il Cineforum. Il primo dà la possibilità a circa 15 bimbi tra i 6 e i 36 mesi di essere ospitati, ogni mattina, nelle strutture parrocchiali e venire seguiti da operatori qualificati. «Un servizio solidale – osserva don Roberto –, ideato per aiutare le mamme che lavorano, cercando anche di creare punti di contatto tra i genitori dei piccoli per uno scambio che sia anche spirituale». Il Cineforum è partito da novembre e proseguirà fino a fine maggio, proponendo ogni lunedì un film, con spettacoli alle 16 e alle 21. «L’obiettivo – racconta ancora il parroco – è offrire una buona proiezione che stimoli un dibattito e un confronto anche su temi d’attualità». Una domenica ogni 15 giorni, inoltre, dopo la Messa, l’associazione propone una lettura di fiabe per i più piccini (3-5 anni).

Per i più grandi, invece, ci sono varie proposte, come l’Azione Cattolica e l’Agesci, presente a Sant’Ugo con i gruppi Roma 18 e Roma 74. «Negli ultimi anni abbiamo stimolato molto i giovani a riconoscersi come comunità e quest’anno l’attenzione è rivolta, in particolare, al discernimento vocazionale che fa riferimento anche a quello che è il cammino diocesano. Alcuni dei nostri ragazzi – prosegue don Roberto – sono catechisti e animatori dei più piccoli. Quella giovanile è una realtà molto bella e dinamica. Proprio da loro, infatti, è partita, quattro anni fa, una proposta missionaria che si sta sviluppando sempre di più». Oggi sono numerosi i progetti che il gruppo missionario porta avanti. In Colombia, in Albania e, da quest’anno, in Argentina, nella diocesi di Salta. «Qui vive un sacerdote fidei donum, don Alessandro De Rossi, con il quale collaboriamo attivamente – fa sapere don Savoja –. Per raccogliere fondi per le missioni, ogni anno organizziamo un mercatino. In Argentina abbiamo contribuito alla creazione di un centro sportivo e di una casa per consacrate laiche, che stiamo cercando di ingrandire per far spazio ad altre attività, come laboratori e microimprese». Quest’estate don Roberto, con due sacerdoti e una giovane coppia di sposi, è stato in Argentina, nella comunità di Virgen de Medianera, visitando circa 400 famiglie, con l’obiettivo di conoscere la realtà del luogo e di monitorare le risorse sociali presenti sul territorio.

La vicinanza della chiesa a una casa di cura a lunga degenza, poi, ha creato una forte pastorale degli ammalati. Una delle proposte in questo ambito è il “Monastero invisibile”: alcuni infermi danno la propria disponibilità per pregare per le intenzioni dei parrocchiani, che vengono raccolte ogni primo venerdì del mese.

Impossibile elencare tutte le attività che si svolgono nella parrocchia, dalle catechesi per adulti ai corsi di ginnastica promossi dall’associazione Mamme sportive. «Questa comunità – conclude don Roberto – esprime le sue capacità, ma anche le sue povertà. L’importante è creare responsabilità e far capire che deve esserci “colore” cristiano in ogni attività sociale che qui si svolge. Questo è evangelizzante».

17 febbraio 2010

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