Sculture dalle collezioni Santarelli e Zeri a Palazzo Sciarra

La mostra offre la possibilità di vedere opere che risalgono all’età imperiale e che abbracciano secoli e contesti storici diversi fino al ‘700 con particolare interesse per i marmi e la storia di Roma di Francesca Romana Cicero

A Palazzo Sciarra la Fondazione Roma con la mostra “Sculture dalle collezioni Santarelli e Zeri” fino al 1° luglio offre al pubblico la possibilità di accostarsi ad opere in gran parte inedite. Due collezioni conciliabili e dialoganti caratterizzate entrambe dalla disponibilità al prestito delle opere e all’apertura delle stesse a studiosi, favorendo così la circolazione delle idee e delle immagini.

Le collezioni comprendono opere che risalgono all’età imperiale e che abbracciano secoli e contesti storici fino al ‘700, con particolare interesse per i marmi colorati e la storia di Roma. Storia che ha ispirato artisti di epoche diverse, i quali hanno fatto della lezione dell’antico la cifra stilistica da cui sviluppare un proprio e autonomo linguaggio espressivo, testimoniato da precedenti mostre ospitate dalla Fondazione Roma.

La mostra, suddivisa in tre sezioni che seguono un andamento cronologico, presenta in prevalenza statue, grandi frammenti lapidei e bassorilievi dall’antichità all’epoca barocca. Per introdurre il visitatore nel clima suggestivo della mostra sono esposti capolavori come il “Ritratto femminile” e la “Testa di satiro”, entrambe di ambito romano appartenenti al I Secolo d.C. Reperti dell’antichità quali la “Ulpia Felicitas”, busto femminile di Età tardo-repubblicana, e la “Cerere” del II-III secolo d.C., provenienti dalla Collezione Santarelli, dialogano con le sculture “Allegoria della Virtù vittoriosa sul Vizio” e “Andromeda” (XVI-XVII sec.) di Pietro Bernini, entrambe appartenenti alla collezione Zeri e provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo.

La ricchezza artistica delle due collezioni è documentata ancora dal Busto di Papa Paolo V Borghese (XVI sec.) di Nicolas Cordier e dal Busto del Cardinale Marzio Ginetti (1673) in marmo e porfido di Alessandro Rondone. Esposti anche molti bassorilievi della tradizione berniniana che tramandano le reali fattezze dei loro committenti, illustrando una delle grandi conquiste figurative dell’Occidente: il ritratto. Nella sezione dedicata ai ritratti sono stati collocati anche i lavori di due celebri falsari romani della prima metà del Novecento: Gildo Pedrazzoni e Alceo Dossena.

Da menzionare la sala dedicata alle piccole sculture in marmi colorati e la ricostruzione, a fini didattici, dello studio di uno scultore con relativa attrezzatura in dotazione, sconosciuta al visitatore comune. Costituisce una novità sperimentale l’illuminazione dinamica di alcuni pezzi, proveniente da punti differenti, ideata per favorire l’apprezzamento della qualità dei materiali e delle tecniche scultoree delle superfici. Tuttavia l’intento di ricreare la prassi antica di ammirare le sculture a lume di candela non sempre ottiene risultati soddisfacenti, come parte dell’allestimento che presenta artificiali architetture.

Sculture dalle collezione Santarelli e Zeri c/o Fondazione Roma museo Palazzo Sciarra, via del Corso 320. Fino al 1° Luglio 2012. Curatore: Andrea G. De Marchi con la consulenza scientifica di Dario Del Bufalo. Catalogo Skira. Orario: dal martedì alla domenica 11-20. Biglietto: Intero € 6 Ridotto € 4; Ridotto Gruppi € 4 dal martedì al venerdì – Scuole Gratuito; prenotazione (tale diritto non sarà applicato ai gruppi accompagnati da guida interna): scuole € 15 Gruppi € 25. Info: www.fondazioneromamuseo.it.

22 maggio 2012

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