Scuola dedicata a Papa Wojtyla
Venerdì 15 dicembre la cerimonia di inaugurazione per l’istituto comprensivo di via Concesio 2, a Prima Porta di Rosario Capomasi
«Voi siete i prediletti del Papa, voi siete amici di Gesù che si è fatto uomo per la vostra salvezza». Con queste parole Karol Wojtyla si rivolgeva ai bambini di tutto il mondo, da lui sempre amati e difesi da ogni sopruso. Un amore ricambiato e così forte da concretizzarsi, venerdì 15 dicembre, nella dedicazione alla sua memoria dell’istituto comprensivo (scuola materna, elementari e medie) di via Concesio 2 (Prima Porta), che reca il nome dell’indimenticabile Pontefice. Alla cerimonia di inaugurazione, dopo l’inno italiano cantato dai bambini sotto la direzione del “maestro” Amedeo Minghi, hanno partecipato monsignor Mauro Parmeggiani, segretario generale del Vicariato, che ha benedetto la targa commemorativa all’ingresso dell’istituto, il consigliere provinciale Andrea Simonelli, l’assessore alle politiche scolastiche del comune di Roma Maria Coscia e il giornalista Aldo Maria Valli, che ha presentato un suo breve filmato, un commovente collage dei vari incontri di Giovanni Paolo II con i suoi “prediletti” Ed ha, inoltre, elaborato le motivazioni della dedicazione: «Karol Wojtyla – racconta – era il Papa della pace, che riteneva dover essere esercitata non solo dai politici ma anche da tutti noi nel nostro ambito sociale, familiare e lavorativo».
«Quando Giovanni Paolo II era in fin di vita – spiega Benedetto Versaci, preside dell’istituto – la profonda costernazione per la sua sofferenza ha spinto un gruppo di ragazzi della scuola a chiedere per iscritto l’intitolazione dell’edificio a “papà Karol”. Così, giorno dopo giorno, abbiamo raccolto 900 firme tra genitori, parrocchiani o semplici abitanti del quartiere, con una partecipazione che dire straordinaria è poco: hanno aderito anche credenti in altre religioni. Il mio desiderio – conclude – è che tutti, docenti, genitori e alunni trasferiscano nelle loro azioni quel messaggio d’amore e quel trasporto che il Papa ci ha insegnato».
«Non dimentichiamoci – sottolinea monsignor Parmeggiani – che Giovanni Paolo II fin da piccolo, pur essendo cristiano, faceva amicizia con tutti i bambini, anche quelli appartenenti ad una religione diversa. Questa sua qualità gli è rimasta nel tempo: con alcuni ragazzi ebrei rimase in stretti rapporti anche una volta diventato Pontefice così come, parlando in un’occasione ai giovani musulmani, spiegò loro il grande amore di Gesù per tutti che spero si respiri sempre in questa scuola».
Una grandiosa mozione d’affetti sfociata in una festa per la gente, arricchita da un suggestivo presepe vivente all’interno della scuola. Ma non è stato tutto rose e fiori. «Solo oggi ho capito che ce l’avremmo fatta», racconta Silvana Morgena, insegnante elementare che ha avviato la macchina organizzativa, coordinando il tutto. «Dopo alcuni problemi ed imprevisti affrontati nel nostro cammino, questa mattina la targa in marmo si è accidentalmente spezzata e, disperati, ci siamo di nuovo rivolti alle famiglie: in poche ore ce ne sono arrivate altre due nuove!».
L’omaggio a Karol Wojtyla non si esaurisce solo nella dedica sul marmo e nel ricordo di quanti rammentano la sua ultima visita da queste parti, nel 2001, alla parrocchia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Vari stand realizzati da bambini, insegnanti e genitori sono stati infatti eretti poco dopo l’ingresso principale del comprensorio, offrendo in vendita i più disparati prodotti (dolci, ceramiche, manufatti artigianali, biancheria, oggetti per la casa, ecc.), il cui ricavato sarà devoluto a Telethon come contributo alla ricerca scientifica.
19 dicembre 2006