Settimio e Licia, la santità nel quotidiano

Aperta la causa di beatificazione e canonizzazione per due coniugi, terziari francescani, che hanno avuto 21 figli e 55 nipoti. Uno dei figli ha fondato i Francescani dell’Immacolata di R. S.

Una vita feconda, con 21 figli e 55 nipoti, e una eredità spirituale anch’essa feconda, con un figlio fondatore di una famiglia religiosa: esperienza di santità vissuta nel quotidiano, quella dei coniugi Settimio Manelli e Licia Gualandris, terziari francescani, per i quali ieri, lunedì 20 dicembre, è stata aperta la causa di beatificazione e canonizzazione. Una cerimonia solenne, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense, alla presenza – tra gli altri – del postulatore padre Massimiliano Pio M. Maffei, con una breve presentazione biografica dei coniugi pronunciata dal vicario giudiziale del Tribunale ordinario della diocesi di Roma, monsignor Gianfranco Bella.

«Un punto di primaria importanza per entrambi – ha sottolineato il prelato – è stato certamente il dono eccezionale di essere guidati spiritualmente da Padre Pio da Pietrelcina per oltre quarant’anni, fino alla morte del Santo, avvenuta il 23 settembre 1968. Sostenuti dalla guida sapiente e saggia del Santo del Gargano», Settimio e Licia – il primo originario di Teramo, la seconda del Bergamasco – «hanno scritto i capitoli più edificanti della vita cristiana, sia nei loro compiti quotidiani di coniugi e genitori, sia nell’attività professionistica di Settimio, che è stato un ufficiale superiore dell’Aeronautica militare, professore di lettere, preside degli studi, scrittore e apostolo del Vangelo, stimato e riconosciuto apertamente da San Pio da Pietrelcina, quale “cristiano tutto d’un pezzo”».

Ma il dono più grande, ha proseguito il vicario giudiziale del Tribunale, è stata l’accoglienza di ben 21 figli, «da essi voluti con una fiducia illimitata nella Divina Provvidenza. Difficile immaginare l’eroicità della vita della Serva di Dio, fatta di enormi sacrifici e di preghiere, interamente spesa e consumata per i figli, da lei curati e seguiti fino all’età di 96 anni e mezzo! San Pio da Pietrelcina aveva detto di lei, con parole affettuose: “Povera martire!”».

Feconda anche la discendenza spirituale francescana. Il figlio Stefano, sacerdote francescano, ha fondato la famiglia religiosa dei Francescani dell’Immacolata, costituita, oggi, da due Istituti religiosi di quasi 500 frati e 500 suore, entrambi riconosciuti dalla Santa Sede nel 1998, con il ramo contemplativo delle Clarisse dell’Immacolata, e con il Terz’Ordine dei Terziari francescani dell’Immacolata, insieme all’Associazione mariana dei Missionari dell’Immacolata Mediatrice, sparsi nei cinque Continenti.

Oggi Settimio e Licia, ha affermato monsignor Bella, «godono una fama di santità in molti Paesi del mondo. Sono numerosi i fedeli che si recano sulla loro tomba a pregare per ottenere grazie e benedizioni. Numerosi i genitori che, ammirando i loro esempi nel crescere ed educare una famiglia molto numerosa, si rivolgono a loro chiedendo protezione per le loro famiglie. Ugualmente numerosi sono i coniugi che impetrano la grazia di un figlio».

La loro beatificazione e canonizzazione «contribuirebbe con forza a mettere in risalto l’importanza basilare della famiglia nella società disastrata di oggi, a salvezza dell’istituto familiare. In particolare, poi, essi costituiscono un concreto modello e punto di riferimento per i giovani che sono alla ricerca di un senso alla creazione di nuove famiglie».

21 dicembre 2010

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