Smaltimento rifiuti, individuati 4 impianti nel Lazio

Il commissario straordinario Goffredo Sottile ha selezionato 4 siti per il trasferimento dell’indifferenziata di Roma, Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano, a partire dal 25 gennaio e per 120 giorni di R. S.

Albano Laziale, Viterbo, Colfelice (Frosinone) e Castelforte (Latina). Sono questi i quattro impianti per il trattamento meccanico e biologico dei rifiuti individuati dal commissario Goffredo Sottile per l’emergenza smaltimento nella Capitale. Qui dovranno essere trattati i rifiuti indifferenziati di Roma, ma anche di Fiumicino, Ciampino e della Città del Vaticano. Ieri, martedì 15 gennaio, la diffida del commissario per l’emergenza Rifiuti nella Capitale ai comuni interessati, che prevede che i trasferimenti di rifiuti ai 4 siti inizino entro il 25 gennaio. E se anche la prima scadenza non fosse rispettata, il decreto Rifiuti stabilisce che le autorità competenti e le imprese titolari degli impianti siano diffidate perché adottino «entro il 30 gennaio 2013 le iniziative indispensabili per rendere operativo il piano per la raccolta differenziata nel Comune di Roma». Anche se il Tar del Lazio ha annullato solo pochi giorni fa il Piano di gestione dei rifiuti, nella versione che risale a un anno fa, accogliendo un ricorso dei Verdi appoggiato anche dalla Provincia di Latina.

Il provvedimento firmato ieri prevede che il trattamento dei rifiuti romani negli impianti selezionati duri 120 giorni. Nel frattempo «saranno valutate anche ulteriori soluzioni». Verranno trattate dunque 673 tonnellate di rifiuti al giorno, mentre, conti alla mano, altre 827 continueranno ad essere smaltite, con ogni probabilità, a Malagrotta. Le strutture regionali individuate, 4 sulle 10 indicate dal ministro dell’Ambiene Corrado Clini al momento in discussione al Senato, sono chiamate a utilizzare la capacità residua, anche se i gestori hanno già dichiarato di non potere ottemperare alle richieste, fatta eccezione per quelli di Colfelice. Per chi non accetterà di trattare i rifiuti sono previste sanzioni. Intanto gli abitanti delle zone interessate sono pronti a nuove barricate.

16 gennaio 2013

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