Cto, anche gli artisti contro i tagli alla sanità
Nell’auditorium dell’ospedale della Garbatella, rimasto a oggi con 118 posti letto, assemblea pubblica contro il rischio della chiusura. Lo scrittore Erri De Luca: «La sanità è un diritto che non può essere calpestato» di Christian Giorgio
«La sanità pubblica non si svende ma si difende» c’è scritto sul palco dell’auditorium dell’ospedale Andrea Alesini alla Garbatella. Ieri sera, 16 gennaio, nella struttura occupata dal 12 dicembre, ad avvicendarsi davanti ad una grande platea sono stati sindacalisti, operatori sanitari e artisti che hanno appoggiato la lotta dell’intero personale del Centro tramatologico ortopedico, considerato un’eccellenza della Capitale, ora a rischio chiusura per i tagli alla sanità da parte del governo.
L’intervento più atteso era quello dello scrittore Erri De Luca. È stato il primo a prendere la parola analizzando il sistema sociale del nostro Paese sempre più profondamente influenzato dai diktat di un’economia «di stampo meramente ragionieristico». «Sono qui per ribadire che la sanità, come la scuola, la giustizia, non sono dei servizi che possono essere revocati da una contabilità che decide per noi. Sono dei diritti dei cittadini – ha detto De Luca – che non possono essere calpestati. Tutte le volte che ciò avviene, bisogna opporre resistenza». Lo scrittore ha poi evidenziato la differenza tra lo Stato democratico e un’azienda basata sul profitto: «Il Paese è fatto di cittadini. Se essi vengono degradati a clienti, che si possono permettere dei diritti solo in virtù del loro potere d’acquisto, abbiamo sfasciato il nostro sistema. Se il parlamento si limita ad approvare le decisioni contabili di un ragioniere generale, allora esso si riduce a un consiglio di amministrazione che obbedisce agli ordini di un amministratore delegato. Ma questa non è e non può essere la funzione dello Stato. Lo Stato non è un’azienda».
De Luca ha poi chiuso con una provocazione: «Come li fanno a noi cittadini, allora facciamoli anche noi a loro i “conti della serva”. Questo consiglio di ragionieri che è il nostro parlamento spende somme colossali per acquistare aerei e sommergibili. È una tangente pagata a sovranità maggiori. Allora propongo di chiudere il ministero della Difesa perché è un ente inutile. Può, tutt’al più, diventare un ufficio del ministero della Sanità, perché a noi l’unica difesa che interessa è quella della salute pubblica. Il Cto Alesini – ha chiosato De Luca – deve continuare ad esistere, dentro questo quartiere, come ospedale di eccellenza della sanità garantita».
Dallo scorso 12 dicembre l’Andrea Alesini è occupato. L’azione, che nelle intenzioni dei lavoratori verrà protratta fino a quando il decreto Bondi non sarà ritirato, è stata decisa dopo il giro di vite del Governo che produrrà una forte riduzione di posti letto e la conversione del Cto, del Forlanini, dell’Eastman e dell’Oftalmico in centri per malati cronici (Rsa), poliambulatori, e hospice per malati terminali. «Il piano – secondo il documento diffuso dal Governo – è stato predisposto per far fronte ai problemi emersi dall’analisi dei dati della Regione Lazio che rivelano un deficit tendenziale per l’anno 2013 di circa 900 milioni di euro». A sostenere l’occupazione si sono schierati anche amministratori pubblici come il presidente dell’XI municipio Andrea Catarci:«Questo è un forte segnale di opposizione all’operazione di smantellamento della sanità pubblica, con la chiusura di sei ospedali romani compreso questo stesso Cto».
Alla serata di ieri, oltre a Erri De Luca, hanno preso parte altri rappresentanti del mondo dell’arte e della cultura come l’attore Elio Germano, Michele Baronio, Carmen Iovine e Tamara Bartolini, la compagnia teatrale «Voci nel deserto». Tra musica, monologhi e performances, hanno animato una serata organizzata per portare al pubblico, hanno spiegato gli organizzatori, «i temi dell’assemblea permanente del Cto che combatte, e continuerà a farlo, contro lo smantellamento di una struttura come questa, rimasta, a oggi, con 118 posti letto».
17 gennaio 2013