Strisce blu, per ora si paga solo nel I Municipio

Lo ha deciso la Giunta comunale che ha istituito una Commissione con il compito di ridisegnare l’intero sistema del parcheggio a tariffa di Claudio Tanturri

Tornano in funzione da oggi, giovedì 5 giugno, i 650 parcometri del centro storico, di Trastevere e di Testaccio. Lo ha deciso ieri – 4 giugno – la Giunta comunale, approvando la delibera che reintroduce le strisce blu nel primo municipio di Roma – mentre nel resto della città i parcometri restano inattivi fino all’attuazione del nuovo piano (ipotizzati circa tre mesi). Invariate per il momento le tariffe.

Con il nuovo provvedimento viene anche istituita una Commissione che dovrà ridisegnare l’intero sistema del parcheggio a tariffa in tutta Roma. Il nuovo organismo, composto da tecnici del Dipartimento Mobilità e da esperti esterni (ingegneri e architetti), redigerà la nuova mappa della sosta tariffata in base alle linee programmatiche dettate dalla Giunta capitolina. Dovrà anche preoccuparsi di garantire l’equilibrio tra strisce blu e strisce bianche (sosta libera), creare adeguate aree di parcheggio gratuito nei pressi degli ospedali, aumentare i parcheggi per i motocicli e differenziare la tariffazione a seconda delle zone. Le sue decisioni saranno rese note tra 45 giorni, il prossimo 31 luglio, e saranno prese in esame durante la prima Giunta che si riunirà dopo quella data. Le strisce blu saranno poi attivate da settembre.

«La sentenza del Tar ha anticipato la nostra idea – ha detto il sindaco Gianni Alemanno -. Già in campagna elettorale avevamo sottolineato che il regime delle strisce blu non dovesse essere abolito. In passato, infatti, era stato usato solo per fare cassa e non per regolamentare la sosta. La decisione del Tar, quindi, ci ha dato ragione». Quella sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio – pubblicata lo scorso 28 maggio -, accogliendo il ricorso del Codacons, annullava i provvedimenti che, a seguito della delibera numero 104 del 2004, istituivano nuovi parcheggi a pagamento in aree della capitale definite «di particolare rilevanza urbanistica». Provvedimenti che, come recita la stessa sentenza (Roma sez II n.218 del 2008 dep 28.5.2008), sono stati ritenuti «viziati da eccesso di potere per carenza istruttoria e difetto di motivazione».

Due i principali punti contraddittori rilevati dal Tribunale amministrativo. Il primo annota che la decisione presa dal Consiglio comunale quattro anni fa «non chiarisce la specifica ragione per la quale la zona è stata definita “di particolare rilevanza urbanistica”, limitandosi a richiamare uno “studio” che non risulta allegato al provvedimento» e che in ogni caso «non appariva affidabile», «essendo stato realizzato proprio dalla società S.t.a. s.p.a., la quale evidentemente non è un soggetto terzo (ed imparziale), avendo un evidente interesse alla realizzazione dei parcheggi a pagamento». La mancanza di questo «studio», ed è questo il secondo punto, porta con sé l’evidente assenza di dati che evidenzino «come (e in base a quale criterio) il numero dei parcheggi sia stato commisurato al fabbisogno effettivo e in che modo le esigenze dei residenti siano state considerate». «In definitiva – conclude il documento -, i provvedimenti in forza dei quali sono stati istituiti i parcheggi a pagamento, sono meritevoli di annullamento».

A due giorni dalla pubblicazione della decisione del Tar, il 30 maggio scorso, un atto d’indirizzo firmato dal sindaco Alemanno sospendeva la tariffazione oraria in tutto il territorio. Decisione rimasta invariata tranne che nel I Municipio.

5 giugno 2008

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