Teatro dell’Opera: al via la stagione di danza
L’omaggio al grande coreografo Roland Petit diretto da Kabaretti. Protagoniste le due étoile del balletto Eleonora Abbagnato e Polina Semionova di Francesco d’Alfonso
Con la “Serata Roland Petit” si inaugura, mercoledì 22 dicembre alle ore 20.30, la stagione di danza del Teatro dell’Opera di Roma, firmata dal nuovo direttore del Corpo di Ballo Micha van Hoecke. L’omaggio al coreografo Petit, che ha tradotto in danza celebri classici della letteratura e della musica e, forse più di ogni altro, interpreta l’anima del balletto francese del dopoguerra, vedrà l’esecuzione di due lavori accomunati dal tema dell’amore e dalla musica di Geroge Bizet: “L’Arlésienne” e “Carmen”.
La prima delle sei rappresentazioni in cartellone (23, 24, 28, 29, 30 dicembre), dirette dal maestro Nir Kabaretti, è trasformata in una “Serata d’onore Roland Petit”, a favore di Anlaids (Sezione Laziale), associazione per la lotta contro l’Aids.
In “L’Arlésienne” (Parigi, 1974), poetico e nostalgico balletto nato da uno dei più bei racconti di Alphonse Daudet, ispirato al tema romantico di una passione che porta alla pazzia e alla morte, si assisterà all’atteso debutto al Teatro dell’Opera di Eleonora Abbagnato in coppia con l’étoile dell’Opéra di Parigi, Benjamin Pech. Altro debuttante a Roma Ivan Vassiliev, primo ballerino del Bolscioj, conteso dalle maggiori compagnie del mondo, che si esibirà con la giovanissima Erika Gaudenzi. Ancora una terza coppia formata da Sara Loro e Alessandro Riga.
Secondo titolo, il balletto drammatico in un atto “Carmen” (Londra 1949) che rese internazionale la fama del venticinquenne coreografo Roland Petit e della sua étoile, Zizi Jeanmaire, al punto che nel 1960 ci fu una trasposizione cinematografica di “Carmen” sempre interpretata dalla coppia Jeanmaire-Petit. Protagonista del balletto sarà Polina Semionova, prima ballerina dello Staatsballet di Berlino, che dopo lo straordinario successo ottenuto in Sylvia, ritorna al Teatro dell’Opera di Roma, e sarà accompagnata da Robert Tewsley, in alternanza con i romani Gaia Straccamore e Mario Marozzi.
17 dicembre 2010