Un nuovo Emporio della solidarietà Caritas
Inaugurato in zona Spinaceto il nuovo “spaccio sociale” per i nuclei più disagiati. Un supermercato, ma anche un percorso di accompagnamento di Alberto Colaiacomo
Cinzia e Nello salutano la «cassiera», le porgono una card, ritirano le loro buste e riabbracciano la piccola Laura cullata fino a quel momento da una volontaria Caritas. Un supermercato con annesso servizio di baby sitting potrebbe sembrare un lusso, ma questa è una delle storie di ordinaria solidarietà che da quasi tre anni si svolgono nella diocesi di Roma. Da febbraio 2008 è attivo, infatti, l’Emporio della solidarietà, una struttura promossa dalla Caritas diocesana presso la Cittadella della carità Santa Giacinta a Ponte Casilino, divenuta punto di riferimento per quasi mille famiglie che hanno attraversato periodi di difficoltà. Come quella di Nello, quarantenne calabrese trapiantato a Roma, che con il suo stipendio da portiere di notte in un hotel del centro non riesce più a far quadrare i conti, soprattutto da quando la famiglia si è ingrandita.
Un progetto originale – l’Emporio di Roma è stato il primo in Italia, cui sono seguite esperienze simili in altre diocesi – e che a partire da venerdì scorso ha visto nascere un suo gemello sempre promosso dalla Chiesa dell’Urbe. Inaugurato dal vescovo per il settore Sud, monsignor Paolo Schiavon, dal direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci, e dal sindaco Gianni Alemanno, il nuovo «spaccio sociale» ha ufficialmente aperto i battenti nei locali di via Avolio (zona Spinaceto) messi a disposizione dal XII Municipio. Si tratta di un ampio salone di circa 200 metri, dove, con l’ausilio dei volontari, verranno accolte le famiglie indirizzate dalle parrocchie. Anche in questo caso l’aspetto è quello di un vero e proprio supermercato con carrelli, scaffali, insegne e sistema informatico di registrazione della spesa.
«Un intervento sociale – spiega don Paolo Gessaga, parroco di San Benedetto – rivolto prevalentemente alle famiglie che vivono brevi periodi di difficoltà e che, nel massimo rispetto della riservatezza e della dignità, permette loro di scegliere i prodotti più adatti alle esigenze che incontrano». Persone che, spiega il sacerdote che coordina il nuovo centro, «oltre che aiutate e accolte, verranno accompagnate in un percorso di emancipazione e indipendenza attraverso un apposito centro di ascolto che sorge proprio all’interno dell’Emporio».
L’iniziativa promossa dalla Caritas diocesana va incontro alle esigenze di una fascia di popolazione cresciuta in modo significativo a causa della crisi economica. «Tra coloro che si rivolgono alle nostre parrocchie per chiedere aiuto sono sempre di più quelli che pur avendo un lavoro non riescono ad arrivare alla fine del mese», spiega monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas. «Una vera e propria “emergenza sociale” e per la quale dobbiamo impegnarci in interventi sociali di prossimità che educhino alla condivisione». Proprio per questo, spiega il direttore della Caritas, «gli Empori sono uno strumento per coinvolgere la comunità in concreti gesti di solidarietà, quali il volontariato e le raccolte alimentari».
20 dicembre 2010