Teatro dell’Opera, al via stagione sinfonica
L’Orchestra diretta da Gennadij Roždestvenskij propone, sabato 12 gennaio, due sinfonie di Šostakovič, inaugurando un cartellone che si concluderà con un omaggio a Verdi di Mariaelena Finessi
Parte dall’Auditorium di via della Conciliazione la Stagione sinfonica 2013 del Teatro dell’Opera di Roma con Gennadij Roždestvenskij che, sabato 12 gennaio, dirigerà l’Orchestra del Costanzi nella esecuzione di Dmitrij Šostakovič, di cui il direttore è stato amico ed è, oggi, massimo interprete. Esponente di spicco delle avanguardie rivoluzionarie, il compositore russo ha regalato alla sua terra una sorprendente stagione artistica grazie alla peculiarità di ricerche musicali che lo hanno consegnato alla storia mondiale.
Per il pubblico di Roma, l’Orchestra dell’Opera eseguirà due delle sue sinfonie: la “Prima” scritta nel 1925 quando il compositore, giovane studente del Conservatorio di Pietroburgo
rivelò al mondo il suo genio controverso, e la “Quindicesima” e ultima, del 1971, opera enigmatica e colta, che costituisce invece una sorta di riflessione autobiografica ricca di citazioni proprie e di altri compositori, come il celebre squillo di tromba dall’Ouverture del
“Guglielmo Tell” di Rossini, nel primo movimento.
Due capolavori realizzati a quasi mezzo secolo di distanza, due pagine musicali che segnano l’inizio e la fine dell’intero percorso artistico dell’imprevedibile musicista – membro del Consiglio internazionale dell’Unesco – che ha voluto e saputo
esprimere con l’universalità della sua musica la drammatica condizione psicologica dell’uomo contemporaneo, soggiogato dalle tragiche contingenze della Storia, temperata a volte da un’ironia che sfiora il folclore e il grottesco.
Al compositore russo, tanto inviso a Stalin e Zdanov che lo censurarono – della sua “Lady Macbeth” si scrisse «caos anziché musica» – sarà anche dedicata la prima opera dell’anno in cartellone al Costanzi. Dal 27 gennaio al 3 febbraio andrà infatti in scena “Il Naso” dello stesso Šostakovič, con la direzione di Alejo Pérez e allestimento dell’Opera di Zurigo firmato dal regista Peter Stein, a sottolineare l’ironia fantastica dell’omonima novella di Gogol. Come era accaduto per altre sue opere, anche “Il Naso” subì critiche e proibizioni, in quanto considerata prodotto di un semplice borghese decadente, e tuttavia conobbe un immenso successo.
Il 16 febbraio il maestro Markus Stenz alzerà invece la bacchetta per la “Sinfonia n. 7 in mi maggiore” di Anton Bruckner, la prima ad essere accolta con entusiasmo fin dalla sua originaria esecuzione nel 1884, interrompendo così l’ingratitudine viennese di quegli anni. Sul podio dell’Orchestra dell’Opera tornano intanto nomi già apprezzati dalla platea romana, come Jesús López Cobos che dirigerà un programma dedicato a Carl Maria von Weber
(20 aprile) e Pinchas Steinberg.
«In controtendenza con quello che sta avvenendo nel settore della lirica in Italia, anche per via dell’indubitabile peso della crisi economica che immancabilmente si riflette in tutti gli ambiti», spiega con orgoglio il sovrintendente del Costanzi, Catello De Martino, l’Opera accresce la sua popolarità anche tra i giovani e gli incassi al botteghino confermano la bontà delle scelte nella programmazione che punta ai grandi nomi.
È così per il doppio concerto di Esa Pekka Salonen che il 18 marzo dirigerà la Philharmonia Orchestra di Londra sui capolavori di Witold Lutosławski, Maurice Ravel eClaude Debussy, mentre il giorno dopo guiderà la nota formazione londinese nell’esecuzione
della “Settima” sinfonia di Beethoven e della “Sagra della Primavera” – che quest’anno compie un secolo dalla prima esecuzione – di Igor Stravinskij. Anno di ricorrenze importanti, nel 2013 si celebreranno anche il bicentenario di Richard Wagner e di Giuseppe Verdi: l’ultimo appuntamento della stagione cade infatti il 10 ottobre, proprio il giorno della nascita del musicista di Busseto.
11 gennaio 2013