Torraccia, obiettivo puntato sui giovani

La parrocchia di San Benedetto Giuseppe Labre conta 17 gruppi di dopo cresima. Grande partecipazione anche ai corsi prematrimoniali. Nel 1999 la visita pastorale di Giovanni Paolo II di Daniele Piccini

I giovani del quartiere Torraccia, a nord di Roma, trovano nella parrocchia San Benedetto Giuseppe Labre un punto di riferimento, un luogo di aggregazione, ma soprattutto un importante polo educativo per la loro formazione cristiana. La parrocchia nasce nel 1993 e per i primi anni svolge le sue attività pastorali e liturgiche in spazi improvvisati. Il parroco assegnatole è don Francesco Troiani, sacerdote romano classe 1948, che è tutt’ora alla guida della comunità di Torraccia. Il nuovo edificio parrocchiale è pronto nel 1998, un anno dopo la consacrazione da parte dell’allora cardinale vicario Camillo Ruini (15 novembre 1997). Che Papa Giovanni Paolo II – pieno di fiducia nelle giovani generazioni, le «sentinelle del mattino», come amava chiamarle – visiti la parrocchia il 31 ottobre 1999 sembra quasi una benedizione relativamente al ruolo che la parrocchia avrebbe avuto per i giovani, negli anni a seguire.

«La parrocchia serve circa 10mila abitanti per lo più appartenenti al ceto medio – spiega don Troiani – ma non mancano professionisti e ufficiali dell’esercito. Sono molto numerosi i bambini, gli adolescenti e i giovani». Benché il calo demografico sia rilevante rispetto ai primi anni di vita della comunità, ogni anno vengono celebrati 80 battesimi, una settantina di prime comunioni e circa 60 cresime, divise, per via del loro copioso numero, in due “turni”, sabato e domenica. «Dopo la cresima – prosegue il parroco – i ragazzi iniziano un percorso di formazione permanente: in piccoli gruppi, si incontrano quattro volte al mese in casa dei loro catechisti. Nei primi giorni di luglio, negli spazi parrocchiali, vivono l’esperienza del campo estivo per adolescenti: sei giorni di catechesi, celebrazioni eucaristiche e giochi».

«Nei sei anni successivi alla celebrazione della confermazione – aggiunge Daniele Speziale, 49 anni, imprenditore, tra i primi catechisti del “post-cresima” – i ragazzi fanno parte di gruppi “post-cresima”. Ce ne sono circa 17 composti da 8-10 ragazzi associati a una coppia di padrini. Molti di loro sono figli di divorziati: nei gruppi e nei loro padrini ritrovano un po’ l’atmosfera di un ambiente famigliare. A luglio vivono 4 giorni di campo estivo fuori Roma». L’ultimo si è svolto dal 6 al 10 luglio a Campitello Matese, «dove andiamo da cinque anni». C’erano 163 ragazzi dai 13 ai 18 anni, 50 catechisti e cinque sacerdoti. «I ragazzi qui vivono una dimensione ludica – prosegue Daniele -, ma partecipano anche a catechesi che cerchiamo di sintonizzare sulla loro realtà. Il tema di quest’anno è stato “Il corpo è per il Signore e il Signore è per il corpo”». L’ultimo dei sei anni di “post-Cresima” poi, aggiunge il catechista, si fa un’esperienza all’estero: «In genere andiamo a New York, ma siamo stati anche a Panama e nel 2013 pensiamo di andare all’isola Guam. Quest’ultimo viaggio è carico di grazie: molti ragazzi infatti, prima lontani dalla parrocchia si avvicinano. Tre dei ragazzi del gruppo del 2004 sono entrati in Seminario». Infine, completa don Troiani, «nell’anno in cui non si svolge la Giornata mondiale della gioventù, i ragazzi dai 15 ai 17 anni vengono coinvolti in un campo estivo. Al prossimo, in programma in agosto, in Trentino, sono già iscritti in 200».

La massiccia partecipazione di fidanzati ai corsi prematrimoniali – circa 60 coppie per ognuno dei due cicli – lascia sperare che il vero “capitale” della parrocchia di San Benedetto Giuseppe Labre, i giovani, rimarrà a lungo consistente. Frutto di questa semina è la vitalità dei tanti gruppi della parrocchia. «Si sta formando la nona comunità neocatecumenale – spiega ancora don Troiani – ma anche i gruppi del Rinnovamento nello Spirito sono molto attivi. La parrocchia ospita inoltre riunioni di Comunione e Liberazione e incontri di formazione dell’Opus Dei. Alla spiritualità uniamo opere di carità: non disponendo, per mancanza di spazio, di un nostro Centro di ascolto Caritas, portiamo capi di vestiario e pacchi alimentari nelle parrocchie vicine, San Basilio e San Cleto».

E ogni anno si ricomincia, con nuovi giovani e nuovi adulti che entrano nei percorsi parrocchiali di iniziazione cristiana.

26 luglio 2012

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