Tv2000, una televisione di senso da valorizzare
L’emittente compie quattordici anni. Il direttore Boffo: «Cerchiamo di fare intrattenimento in modo originale mescolando informazione e racconto. E invita i parroci a parlarne ai romani di Michela Altoviti
Se è vero che per le ricorrenze più importanti si brinda in famiglia, è intorno a una grande tavola ideale che TV2000, l’emittente della Conferenza episcopale italiana, festeggia mercoledì, 8 febbraio, i suoi quattordici anni. «Sentiamo la spinta a essere una tv destinata a tutti, rispondendo così a un bisogno espansivo innato, non per manie di grandezza ma per una intrinseca ragione cattolica», afferma il direttore della rete, Dino Boffo.
Di questi primi quattordici anni, Boffo individua due periodi: uno relativamente lungo, quello satellitare, «che ci ha permesso di farci le ossa» e che però «fatalmente, non per nostra scelta, escludeva quella parte di pubblico che non possedeva un apparecchio suppletivo»; l’altro, quello del passaggio al digitale, «che ci ha permesso di diventare una tv di flusso, che apre al mattino e non chiude se non a notte inoltrata, una tv che tiene compagnia». Ed è con l’intento di accompagnare il pubblico nell’arco dell’intera giornata che a luglio scorso è stato lanciato il nuovo format «Nel cuore dei giorni»: «Un contenitore innovativo – spiega Boffo – perché non ha la semplice funzione di accogliere al suo interno programmi e rubriche ma è, piuttosto, uno spazio dilatato con appuntamenti fissi, diurni e serali».
Spazi e momenti diversi che hanno come filo rosso quello dell’interazione: «Per spezzare la solitudine di chi ci segue – continua Boffo -, per socializzare, per fare intrattenimento in modo originale secondo la formula della mescolanza di informazione e racconto». Il direttore parla di un vero e proprio impegno preso con il pubblico: «Chi si collega con noi sa di avere in tempo reale la percezione di ciò che accade nel mondo ma senza rimanere legati in maniera esasperata alla notizia; ci piace spaziare, aprire gli orizzonti, ricordare, raccontare». E così, ecco servito alla tavola dei festeggiamenti un menù sempre nuovo e ricco ma anche sostanzioso: «Mi piace dire che offriamo dei fegatelli di gusto intenso per dare l’idea di un piatto di qualità», fatto di musica e concerti pomeridiani, di paesaggi e visite guidate tra i borghi d’Italia, di biografie di santi e di racconti di vita vera, di famiglie non truccate «cui viene dato spazio e voce nel reality-talk “Romanzo Familiare” in cui si affrontano problemi reali, quotidiani».
Ci sono poi, centrali, i momenti «di forte intonazione, quali la Santa Messa della mattina e il rosario trasmesso in diretta da Lourdes nel tardo pomeriggio»: appuntamenti, sottolinea Boffo, «che rappresentano picchi di emozione e partecipazione oltre che di ascolto». Questo quattordicesimo compleanno è anche il primo per TV2000 con il monitoraggio dei dati Auditel: «Sistema – spiega Boffo – che ci sfida, da un lato, ma che è anche strumento prezioso: vogliamo infatti lasciarci educare a guardare fuori di noi, dei nostri gusti, per capire se siamo sulla strada giusta, per rimetterci in sintonia con il nostro pubblico».
Un pubblico che il direttore della rete definisce «popolare e colto insieme: da un lato, l’immenso popolo delle parrocchie, dall’altro il bacino degli intenditori di musica, degli appassionati d’arte, degli amanti dei libri» cui sono ad esempio dedicate le serate a tema di cinema, teatro e letteratura. Un pubblico non solo «religioso nel senso tradizionale del termine, quasi confessionale – continua Boffo – ma popolar-culturale e, anche, d’invocazione». Un pubblico a cui TV2000 fa un regalo per festeggiare a tavola insieme questo compleanno: «Un nuovo programma fatto di cucina e ricette antiche presentate da un monaco». Un pubblico «che non ha più alibi», afferma con forza il direttore: «Nessuno nel mondo cattolico può oggi dire che la televisione è inguardabile: perché almeno un canale da guardare c’è. C’è una tv di cui si sentiva il bisogno, una tv che deve essere riconosciuta e valorizzata».
Boffo chiede che TV2000 venga annunciata a partire «dai parroci e dalle parrocchie romane: abbiano la bontà di avvisare il popolo romano, popolo di grande simpatia e cordialità, che è una TV che non fa male esiste». E il direttore stesso si dice disposto, nonché desideroso, ad incontrare le comunità locali per annunciare TV2000, «perché nessuno possa dire che non sapeva dell’esistenza di una televisione di senso».
7 febbraio 2012