Un libro su Papa Wojtyla e le parrocchie di Roma
Viaggio in trent’anni di visite pastorali, tra i grandi temi del pontificato: lunedì 13 la presentazione del volume di Zema alla Lateranense con monsignor Oder, Bustaffa, Marazziti, Svidercoschi di R. S.
Un viaggio tra le visite pastorali di Giovanni Paolo II alle parrocchie di Roma, tra i contenuti del Magistero e il clima familiare di quegli incontri: è il libro “Giovanni Paolo II parroco di Roma”, che sarà presentato lunedì 13 ottobre, alle ore 18, alla pontificia Università Lateranense. Un volume che arriva a trent’anni dall’elezione del Pontefice e dall’inizio di queste visite (3 dicembre 1978, San Francesco Saverio alla Garbatella). L’autore del libro – pubblicato da Lateran University Press (editrice della pontificia Università Lateranense) – è Angelo Zema, direttore responsabile di Romasette.it e delle altre testate giornalistiche della Diocesi di Roma (nonché coordinatore del settimanale diocesano Roma Sette, supplemento di Avvenire), tra cui il mensile Totus Tuus, promosso dalla postulazione della causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II.
Dal libro emerge la portata universale delle visite alle parrocchie. «Sarebbe certamente un torto – scrive l’autore nella premessa – relegarlo ad argomento “locale”. Se infatti basta pensare al significato di questo impegno per comprenderne la portata, è dall’analisi dei contenuti e dei gesti di queste visite (che hanno caratterizzato il pontificato wojtyliano fin dal suo inizio) che emerge la straordinarietà della missione di Giovanni Paolo II “parroco dell’Urbe”».
L’itinerario, ripercorso in ordine cronologico, pone in evidenza i principali contenuti del Magistero di Giovanni Paolo II che scaturiscono da questi incontri, vissuti sempre in un clima familiare. E a questo stile diretto viene dato risalto raccontando aneddoti ed episodi che li hanno caratterizzati, a cominciare dai dialoghi con i più piccoli. Così si va da battute come “Santità, due a zero!”, che un bambino rivolse al Papa dopo un incontro di calcio Italia-Polonia, all’altra pronunciata da una bimba, “Sei molto bello tutto vestito di bianco, altro che televisione!». Un capitolo del libro è tra l’altro dedicato alla visita nella parrocchia Gesù di Nazareth, dove Papa Wojtyla fu accolto dall’allora parroco don Andrea Santoro, il sacerdote del clero romano ucciso in Turchia.
Nella presentazione del libro, il cardinale Camillo Ruini – presidente del Comitato per il Progetto culturale e per oltre 17 anni vicario del Papa per la diocesi di Roma, che ha accolto Giovanni Paolo II in oltre 120 comunità, a partire dal 20 gennaio 1991 – scrive che le visite alle parrocchie «si sono concretizzate in un servizio alle persone, attraverso il suo insegnamento e la sua testimonianza, con cui si è fatto compagno di strada di tutti i cristiani di Roma». «Ripercorrere l’itinerario del Servo di Dio Karol Wojtyla tra le parrocchie romane – aggiunge il cardinale – è un nuovo atto di riconoscenza per questo Pontefice che fino in fondo ha speso la sua vita nel nome di Cristo».
Attraverso le visite, spiega l’autore, «si snoda un pezzo di storia della Chiesa, e della Chiesa di Roma in particolare. C’è Roma, città molto amata dal Papa “venuto da lontano”, in questi incontri. C’è l’Italia, in un quarto di secolo dai tratti terribili, se pensiamo al terremoto del 1980 che colpì Irpinia e Basilicata, o all’assassinio di Vittorio Bachelet e ad altri efferati atti di terrorismo. C’è la gente, e non solo coloro che amiamo definire “i fedeli”; c’è chiunque sia passato, in quelle parrocchie, davanti agli occhi di un Papa per cui hanno gridato a milioni “santo subito”».
Alla presentazione, con l’autore, interverranno Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia Sir (Servizio informazione religiosa), Mario Marazziti (portavoce della Comunità di sant’Egidio), Gian Franco Svidercoschi (giornalista vaticanista), monsignor Slawomir Oder (postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II), Marco Cardinali (direttore di Lateran University Press). Farà da moderatrice la giornalista della Radio Vaticana Antonella Palermo.
10 ottobre 2008