«Sostenere una nuova classe di intellettuali»

L’invito del Papa nella celebrazione dei vespri con gli studenti degli atenei romani presieduta giovedì in San Pietro. L’apprezzamento espresso per l’impegno diocesano di R. S.

«Nei nostri tempi si avverte il bisogno di una nuova classe di intellettuali capaci di interpretare le dinamiche sociali e culturali offrendo soluzioni non astratte, ma concrete e realistiche. L’Università è chiamata a svolgere questo ruolo insostituibile e la Chiesa se ne fa convinta e fattiva sostenitrice». È l’appello lanciato nel pomeriggio di ieri, giovedì 16 dicembre, dal Santo Padre all’omelia della celebrazione dei vespri presieduta nella basilica di San Pietro con gli universitari di Roma in preparazione al Natale.

Agli studenti degli atenei romani, che percorrono «il cammino affascinante ed impegnativo della ricerca e della elaborazione culturale», il Verbo Incarnato – ha affermato Benedetto XVI – «domanda di condividere con Lui la pazienza del “costruire”. Costruire la propria esistenza, costruire la società, non è opera che possa essere realizzata da menti e cuori distratti e superficiali. Occorrono una profonda azione educativa e un continuo discernimento, che devono coinvolgere tutta la comunità accademica, favorendo quella sintesi tra formazione intellettuale, disciplina morale e impegno religioso che il beato John Henry Newman aveva proposto nella sua “Idea di Università”».

Il Santo Padre ha poi sottolineato l’impegno della Chiesa di Roma in questo ambito. Da molti anni è «impegnata nel sostenere la vocazione dell’università e a servirla con il contributo semplice e discreto di tanti sacerdoti che operano nelle cappellanie e nelle realtà ecclesiali». Il Papa ha quindi espresso il suo apprezzamento al cardinale vicario e ai suoi collaboratori per il programma di pastorale universitaria che, quest’anno, in sintonia con il progetto diocesano, è ben sintetizzato dal tema: “Ite, missa est… nel cortile dei gentili”».

«Il saluto al termine della celebrazione eucaristica – “Ite, missa est” – invita tutti ad essere testimoni di quella carità che trasforma la vita dell’uomo e così innesta nella società il germe della civiltà dell’amore. Il vostro programma di offrire alla città di Roma una cultura a servizio dello sviluppo integrale della persona umana, come ho indicato nell’Enciclica Caritas in veritate – ha detto ancora il Pontefice – è un concreto esempio del vostro impegno a promuovere comunità accademiche nelle quali si matura e si esercita quella che Giovanni Battista Montini, assistente della Fuci, chiamava “la carità intellettuale”».

«La comunità universitaria romana, con la sua ricchezza di istituzioni statali, private, cattoliche e pontificie – ha proseguito il Papa – è chiamata ad un compito storico notevole: quello di superare precomprensioni e pregiudizi che talvolta impediscono lo sviluppo di una cultura autentica. Lavorando in sinergia, in particolare con le facoltà teologiche, le università romane possono indicare che è possibile un nuovo dialogo e una nuova collaborazione tra la fede cristiana e i diversi saperi, senza confusione e senza separazione, ma condividendo la medesima aspirazione a servire l’uomo nella sua pienezza».

Al termine della celebrazione, la delegazione universitaria africana ha consegnato l’icona di Maria Sedes Sapientiae alla delegazione universitaria spagnola in vista della Giornata mondiale della gioventù di Madrid. Primo atto del pellegrinaggio dell’effigie mariana in tutti gli atenei della Spagna.

Un indirizzo di omaggio era stato rivolto in precedenza al Santo Padre da Renato Lauro, rettore dell’Università di Tor Vergata. Alla celebrazione ha partecipato anche un gruppo di studenti degli atenei romani che si preparano a ricevere la Cresima.

17 dicembre 2010

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