Una convenzione tra Università europea e Caritas

Siglata un accordo per favorire l’impegno dei ragazzi presso le strutture attive nei settori dell’ascolto e dell’accoglienza, dell’immigrazione e del sostegno ai malati di Aids di F. Cif.

«Io mi sento sempre all’università. I miei professori sono i poveri. Da loro imparo costantemente tantissime cose». Lo ha detto il direttore della Caritas diocesana monsignor Enrico Feroci presentando agli studenti la convenzione siglata ieri con il rettore dell’Università Europea di Roma padre Paolo Scarafoni. L’obiettivo: consentire agli studenti dell’ateneo di svolgere attività di impegno sociale presso alcuni centri Caritas impegnati nei settore dell’ascolto e dell’accoglienza, dell’immigrazione e del sostegno ai malati di Aids.

Monsignor Feroci ha incontrato i nuovi studenti dell’ateneo in occasione della Settimana della matricola dell’Università Europea di Roma, che si protrae fino a domani, giovedì 29 settembre. Condivisione e corresponsabilità: questi i valori che ha indicato come punti fermi. «Noi – ha detto – dobbiamo farci carico delle domande, delle attese e delle sofferenze degli altri. In questo modo possiamo essere noi stessi dono per gli altri».

Sull’opportunità di crescere «nello spirito di servizio per gli altri» si è soffermato anche il rettore padre Scarafoni, sottolineando che «la collaborazione con la Caritas apre nuove opportunità. Conferma il nostro progetto formativo, orientato alla formazione integrale della persona: oltre ad acquisire competenze professionali, lo studente ha la possibilità di crescere moralmente». Sulla stessa linea anche Alberto Gambino, coordinatore accademico dell’Università Europea di Roma. «L’obiettivo degli studi universitari secondo noi non deve essere solo quello di formare bravi professionisti – ha osservato -, ma anche persone che possano essere, un giorno, un buon esempio per gli altri».

28 settembre 2011

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