Una rete di solidarietà contro le truffe agli anziani
In un convegno nel teatro parrocchiale di Gesù Divin Maestro il punto sul fenomeno dei raggiri. Il commissariato di zona: «Occorre denunciare». Monsignor Feroci: «Restare in relazione» di Marta Rovagna
No alle truffe ai danni degli anziani. Il segreto per sfuggire alla rete dei criminali è quello di essere accorti, diffidare degli estranei, senza però vivere nell’isolamento. Proprio la solitudine e la mancanza di una rete familiare spinge infatti gli anziani a dare fiducia a truffatori, che si presentano come “brave persone”, ben vestite, educate. Dell’argomento si è parlato ieri sera, mercoledì 29 maggio, presso il teatro della parrocchia Gesù Divin Maestro, zona Pineta Sacchetti, in un convegno in cui è stato spiegato come difendersi da questi reati, diffusissimi, che colpiscono specialmente le persone in età più avanzata. A discuterne sono stati il parroco, don Mario Laurenti, che ha aperto i lavori, monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana, l’ispettore Stefano Rinaldi, del commissariato di Monte Mario, Edoardo Trulli, responsabile dell’area tecnica dei servizi sociali del XIV Municipio (ex XIX) e l’avvocato Barbara Pezzilli, coordinatore dello sportello del Comune di Roma “No truffe”.
«Quando arrivano a denunciare – ha spiegato Rinaldi – i truffati ricordano solo l’aspetto distinto dell’estorsore; per noi è difficile perseguire questi reati soprattutto perché c’è molto sommerso: chi subisce un raggiro si vergogna e non ha il coraggio di venire da noi». Per questo il Municipio, il Comune e anche il Centro servizi dedicato agli anziani istituito presso la parrocchia Gesù Divin Maestro – aperto per tutto il settore Ovest della diocesi – hanno costruito una rete di sostegno agli anziani, per aiutarli a conoscere i loro diritti, per accompagnarli in momenti di difficoltà e per farsi carico di dubbi e situazioni di cui «non hanno forse il coraggio di confidarsi con i figli o con i parenti – ha sottolineato Trulli – per paura di essere giudicati non lucidi o creduloni».
Denunciare diventa invece un passo fondamentale per monitorare il fenomeno e dare alla Polizia gli strumenti adatti per prevenire le truffe. «Truffe che cambiano sempre forma, si modificano nel corso del tempo – ha spiegato l’avvocato dello sportello comunale – e contro le quali bisogna combattere». Per accettare un percorso di sostegno e di aiuto in situazioni di difficoltà occorre però, ha precisato don Enrico Feroci «riconoscere i propri limiti e saperci voler bene: ogni stagione ha la sua bellezza, bisogna accettare la specificità di questo momento della nostra vita, anche con i limiti fisici che questa impone e il venire meno di alcuni affetti fondamentali. Nella mia vita come parroco – ha proseguito il direttore della Caritas – ho visto tante lacrime e tante difficoltà degli anziani truffati. Questo fenomeno va combattuto principalmente rimanendo saldi in una rete di solidarietà e di relazione con gli altri». Operatori sociali, forze dell’ordine, istituzioni e parrocchie: tutti sono chiamati a una sinergia che diventa una tappa fondamentale per fare circolare, a tutti i livelli, la certezza che gli anziani non sono soli. Per loro esistono dei servizi specifici di ascolto, accompagnamento, tutela legale. In questo senso opera anche il Centro servizi «Insieme è più bello» della parrocchia, nato lo scorso gennaio per garantire orientamento e tutela agli ultrasessantacinquenni.
30 maggio 2013