Università in carcere

Siglato tra il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio Angiolo Marroni e il rettore di Roma Tre Guido Fabiani un protocollo che prevede forme integrate di collaborazione di R. S.

È stato siglato questa mattina dal Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio Angiolo Marroni e dal rettore di Roma Tre Guido Fabiani un protocollo tra le due istituzioni che prevede forme integrate di collaborazione. L’obiettivo: offrire ai detenuti la concreta opportunità di accedere agli studi universitari, superando le limitazioni derivanti dal loro stato. «Oggi firmiamo un atto che garantisce la piena tutela del diritto all’istruzione – ha detto Marroni – che è patrimonio di tutti, indipendentemente dalle condizioni in cui ciascuno si trova. Questo protocollo d’intesa nasce con l’obiettivo di dare vita a un’offerta formativa qualificata. Siamo infatti consapevoli che l’istruzione, la cultura e la formazione sono aspetti che non solo favoriscono l’affermazione di una cultura della legalità nelle carceri ma sono anche in grado di incidere sul reinserimento sociale e lavorativo di quanti sono sottoposti a regime di detenzione. Per questo siamo orgogliosi che l’università Roma Tre abbia accolto il nostro invito a garantire percorsi didattici in favore di quanti intendono utilizzare il periodo di detenzione per prepararsi a un futuro diverso».

«Il protocollo siglato oggi con l’Ufficio del Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Lazio – ha dichiarato Fabiani – è di grande importanza e rappresenta la formalizzazione di una collaborazione già esistente tra le due istituzioni: nel nostro ateneo sono attualmente iscritti 9 detenuti. Roma Tre è da sempre impegnata nella promozione e realizzazione del diritto allo studio. Questo protocollo è una sollecitazione a proseguire su questa strada, estendendo ulteriormente il nostro impegno a favore delle persone sottoposte a misure detentive». Roma Tre, ha continuato il rettore, consapevole delle limitazioni derivanti dalla detenzione, «si impegna con questo accordo, tra le altre cose, ad individuare già dall’anno accademico 2011-2012 percorsi formativi idonei a garantire la partecipazione alla attività didattiche degli studenti detenuti; ad utilizzare metodiche formative flessibili; a ricorrere, dove possibile, all’insegnamento a distanza; ad organizzare attività di tutoraggio favorendo l’interazione tra docenti e studenti detenuti oltre a fornire supporto per tutte le pratiche amministrative legate allo svolgimento della carriera universitaria». Il protocollo avrà durata biennale e sarà operativo a decorrere dal prossimo anno accademico.

14 luglio 2011

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