Verso Lourdes, «accogliere la visione del Vangelo»

Le parole di monsignor Vincenzo Paglia ai giovani della diocesi durante il secondo incontro di preparazione al pellegrinaggio estivo: partire per trovare la strada, rafforzare la fraternità e aiutare i poveri di Ilaria Sarra

Se la visione di Bernadette è stata la Vergine Maria, quella dell’uomo di oggi deve essere il Vangelo. Questo il concetto più importante secondo monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia, che ieri, mercoledì 8 febbraio, ha presieduto nell’aula Tiberiade presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore il secondo incontro con i giovani della diocesi di Roma dal titolo “Il sì della giovane Bernadette”. L’appuntamento rientra nei tre incontri di preparazione al pellegrinaggio di Lourdes che si terrà dal 27 al 31 agosto 2012, organizzato dall’Ufficio per la Pastorale giovanile e dall’Opera Romana Pellegrinaggi.

«Sono passati 154 anni da quella apparizione nella grotta di Massabielle e, allora come ora, il mondo viveva dei grandi cambiamenti», ha spiegato il prelato . «La rivoluzione industriale, una nuova geografia politica, sociale ed economica accompagnavano quegli anni di forte contrapposizione anche tra la Chiesa e la classe operaia. Oggi gli stravolgimenti sono di altro tipo, riguardano l’incedere irrefrenato della violenza, la solitudine imperante nella nostra società, il menefreghismo, l’egoismo, la perdita dei sogni. Combatterli si può. Si deve accogliere la visione del Vangelo, proprio come Bernadette accolse quella della Madonna».

È significativo, secondo il presule, che la Vergine appaia ad una bambina ignorante, in un piccolo paese della periferia dell’Europa. Bernadette, pur senza capire, accoglie quella “signora vestita di bianco” e obbedisce a ciò che ella le prospetta. «Quell’obbedienza ha richiesto un cambiamento per la bambina – ha detto il vescovo -, le è stato fatto il dono di una visione e lei ha creduto e ha agito, riportando i messaggi che ascoltava e facendo sì che fosse costruita una chiesa proprio lì dove la Vergine le aveva indicato». E «noi abbiamo una visione? Siamo disposti a seguire quella che il Signore ci prospetta, così come hanno fatto gli apostoli Pietro e Giovanni? La risposta è la Parola di Dio, il suo Regno».

Proporre al mondo di oggi amore e solidarietà, cacciare, attraverso la Parola, i demoni che tengono prigioniera la nostra umanità: il denaro, il materialismo, l’indifferenza. «Così i cristiani potranno ricostruire la Chiesa – ha sottolineato monsignor Paglia -, e potranno dare testimonianza forte della mitezza che li contraddistingue, come diceva don Andrea Santoro». Creando comunità e fraternità «diventeranno così forti da poter cambiare il mondo. Da soli questo non ci è permesso. Lo stesso Gesù ha creato una comunità con cui ha condiviso la sua vita».

Rivolgendosi poi ai ragazzi intervenuti all’incontro nell’aula Tiberiade del Seminario Romano Maggiore, il vescovo ha detto: «A Lourdes andate a cogliere la visione per poterla vivere rafforzando la vostra fraternità e impegnandovi con chi è più povero. L’amore cristiano è un amore gratuito, che non chiede reciprocità. È proprio questa la chiave del cambiamento. Il “sì” alla visione ci libera dai ruoli ma ci interroga su quale parte interpretiamo nelle nostre realtà». E la realtà di Lourdes – ha concluso monsignor Paglia – «ci obbliga ad alzare lo sguardo sulla “bella signora dagli occhi blu” e ad accogliere il nostro prossimo».

9 febbraio 2012

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