Vita consacrata, la veglia diocesana

La celebrazione al Seminario Maggiore presieduta da monsignor Zagotto. La preghiera per le due suore rapite in Kenya tre mesi fa. Il 2 febbraio l’incontro con Benedetto XVI di Claudio Tanturri

«Fate attenzione ai ladri di speranza». Con questo monito il vicario episcopale per la vita consacrata a Roma, monsignor Natalino Zagotto, ha concluso l’omelia nella veglia per la vita consacrata di ieri (mercoledì 28 gennaio), sul tema “Io so in chi ho posto la mia fede”. Una celebrazione promossa alla vigilia della grande assemblea di lunedì con il Papa a San Pietro, nella Giornata mondiale della vita consacrata. Un momento di preghiera intenso e partecipato, nel quale il pensiero è stato rivolto anche a suor Maria Teresa Olivero e suor Caterina Giraudo, le due religiose del Movimento contemplativo missionario Charles de Foucauld di Cuneo, rapite circa tre mesi fa nella cittadina di El Wak, in Kenia.

Una commozione palpabile ha percorso i banchi della cappella grande del Seminario Maggiore, quando i loro nomi sono stati ricordati nelle intenzioni di quella che monsignor Zagotto ha definito una «preghiera sui luoghi della speranza». Quei luoghi, si è detto all’inizio della liturgia, «dove è possibile educarsi concretamente a essa, in cui sono possibili il suo pratico apprendimento ed effettivo esercizio».

Dove abitano non solo i cristiani perseguitati di tutto il mondo, ma anche quelli omologati e conformisti, i profughi, i cercatori di Dio, chi si sente fragile e debole, o chi ama il potere e fonda la sua vita sull’apparire. «Per loro preghiamo questa sera – ha detto monsignor Zagotto parafrasando la seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi -, ma anche per noi consacrati. Perché se saremo capaci di consolare i dolenti, i tribolati della terra e tutti coloro che hanno perso la speranza, potremo compiere la nostra vocazione». «Tra questi – ha continuato spiegando il Vangelo del giorno (Matteo 7,21-27) – ci sono anche quelli che frequentano il Signore senza conoscerlo: quelli capaci di dire “Signore, Signore!”, ma incapaci di amare. È anche per loro che il Signore ci chiede di costruire la casa sulla roccia, dove la roccia è Cristo nostra speranza».

All’appuntamento di lunedì con Benedetto XVI parteciperanno numerosi i religiosi, le religiose, le vergini consacrate, i membri degli istituti secolari, delle società di vita apostolica e delle associazioni di vita consacrata della città. A loro si uniranno spiritualmente anche le sorelle di vita contemplativa dei 30 monasteri di Roma. L’incontro con il Papa sarà preceduto dalla Messa del cardinale Franc Rodè, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, con la tradizionale benedizione delle candele e la processione, alle 17.

29 gennaio 2009

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