Vocazioni da Gmg

Saranno 29 i sacerdoti ordinati dal Papa il 27: vengono dal Maggiore, dal Redemptoris Mater, dal Capranica, dal Divino Amore, dai Figli della Croce e da Propaganda Fide di G. Rocchi, A. Napoletano e I. Sarra

Le mani imposte sul capo. E quel «sì» pronunciato per la vita. A scandirlo, domenica 27, 29 nuovi sacerdoti, che saranno ordinati da Benedetto XVI in San Pietro, durante la Messa delle 9.30. I giovani hanno studiato tutti nei seminari romani. Il gruppo più numeroso arriva dal Maggiore: ben 13 diaconi.

C’è chi ha lasciato un contratto a tempo indeterminato, chi una fidanzata con cui stava da anni. Chi ha scelto di seguire Cristo dopo un’infanzia passata in oratorio, e chi lo ha scoperto quasi per caso. Come Adriano Pultrone, 25 anni e lo sguardo vivace dietro gli occhiali senza montatura. «La mia è una vocazione un po’ particolare – racconta col sorriso -: diciamo subito che ero un “metallaro”, stavo sempre ad ascoltare musica hard rock…». Anche quel pomeriggio, in cui il Signore lo ha chiamato. «Ero in camera, in compagnia di un disco dei Nirvana. Dalla finestra osservavo i ragazzi dell’oratorio, proprio sotto casa mia, che giocavano insieme e si davano da fare per ultimare i preparativi in vista della Gmg del 2000. All’improvviso ho sentito l’impulso di scendere e dare loro una mano». Ha così cominciato a frequentare la parrocchia di San Michele Arcangelo e il vicino convento delle suore Pie Discepole del Divin Maestro. «Qui ho imparato l’adorazione eucaristica». E ha scelto di consacrare la sua vita a Cristo. Ma la passione per la musica è rimasta quella di sempre.

E sempre le sette note sono sullo sfondo della scelta di Luigi Santo, 42 anni, veterano del gruppo. «Ho sempre cantato nel coro della mia parrocchia, a Cosenza – spiega – e quando sono arrivato a Roma per studiare Medicina ho cercato una corale dove proseguire». È passato per Santa Croce in Gerusalemme, Luigi, e lì ha incontrato monsignor Marco Frisina, il direttore del coro della diocesi. Il giovane tenore ne è entrato a far parte e, tra prove e concerti, ha compreso di voler diventare prete. «La musica di don Marco mi ha aiutato a capire quello che volevo dalla vita», confessa. Ancora non sa a quale parrocchia sarà destinato, ma spera di occuparsi anche del coro.

La vocazione di Federico Porrello, 27 anni, da Civitavecchia, è nata invece «all’interno del Cammino neocatecumenale». Federico è entrato nelle Comunità all’età di 15 anni; l’anno successivo – il 1997 – era a Parigi, con il suo gruppo, per la Gmg. «Ero partito più che altro per divertirmi – ricorda -, ma quando ci siamo ritrovati in preghiera al Campo di Marte le voci circostanti sono come scomparse e una grande gioia ha invaso il mio cuore». I suoi occhi diventano lucidi quando ricorda Luigi Bencetti, diacono permanente della diocesi scomparso di recente, per sei anni in missione in Perú, a Carabayllo. Nella favela alle porte di Lima Federico ha trascorso un anno. «È una prassi poco usuale durante il periodo del Seminario – spiega – ma è lì che ho trovato la conferma della mia vocazione». Eserciterà il suo ministero a Sant’Ippolito. A Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, invece, è destinato Fabio d’Ecclesia, 39 anni. Di cui «20 passati negli scout», e altri a «studiare giurisprudenza, lavorare in un pastificio… per un po’ ho anche fatto l’autista agli onorevoli». Guido Ingenito, invece, ha detto addio a un contratto a tempo indeterminato come impiegato. Ma non ha rimpianti: «Ho sentito il Signore che mi chiamava e ho seguito la sua voce».

Continuando il nostro viaggio nelle storie degli ordinandi di domenica, giungiamo a quelli del collegio diocesano Redemptoris Mater. Tra i nove, Giovanni Rengo e Davide Lees parlano del sacerdozio come di un «dono immenso che il Signore ci ha fatto». Tutti e due nascono a Roma, ma mentre Giovanni resta nella capitale, Davide si trasferisce in Inghilterra con la famiglia, per un progetto missionario della comunità neocatecumenale della quale i Lees fanno parte. «Non ho capito subito che la mia strada sarebbe stata quella del sacerdozio – spiega Davide -; ho passato anche dei periodi di crisi spirituale, ma poi il Signore mi ha fatto sperimentare il suo amore e così sono entrato in seminario». Oltre agli studi, anche le missioni: un anno in Israele e uno in Austria. «Esperienze molto belle – racconta Davide – che mi hanno fatto conoscere tante situazioni e persone differenti». Giovanni ha partecipato a una missione in Brasile dal 2002 al 2005, evangelizzando e formando comunità cristiane. «Un’esperienza – commenta – che mi ha coinvolto moltissimo e spero, in futuro, di avere ancora la possibilità di partire». Sarà il Santo Padre a ordinare i sacerdoti «e questa è una grazia immensa – afferma Giovanni -. Pensare che il Papa, il mio vescovo, mi imporrà le mani sul capo è molto bello». «Il conforto più grande – dice Davide – è sapere che il Signore esiste e si manifesta nella concretezza della quotidianità. Con la presenza di Cristo tutto è superabile».Giovanni eserciterà il suo ministero come viceparroco a San Mauro; Davide invece, completati i suoi studi, saprà a settembre in quale parrocchia presterà il suo servizio.

Si è formato invece presso l’Associazione pubblica clericale «Fraternità sacerdotale dei Figli della Croce» Marco Reschini, nato a Castellanza, in provincia di Varese, nel 1983. La sua vocazione matura nel dolore di un lutto. A 10 anni perde suo padre, uomo molto religioso. Due anni dopo, nel 1995, la signora Reschini si trasferisce a Roma per entrare nella comunità dei Figli e delle Figlie della Croce. Marco la segue e comincia gli studi di preparazione al sacerdozio, frequentando prima l’Istituto pontificio di Sant’Apollinare e poi l’ateneo Regina Apostolorum. La vocazione di Marco, che ha due sorelle maggiori consacrate nell’Ordo Virginum, è segnata dalla devozione alla Madonna di Medjugorie.

Devoto alla Madonna del Divino Amore è Jolly Antony Nellanattu, che ha studiato nel Seminario di Castel di Leva a lei intitolato. Nato a Illithode, in India, 33 anni fa, primo di 6 figli, Jolly si laurea in Economia e commercio e trova lavoro come contabile per sostenere la famiglia. Già durante gli studi universitari frequenta in modo attivo la parrocchia e diventa un valido collaboratore nella pastorale a favore dei bambini e dei giovani. Ma già da tempo sente la vocazione al sacerdozio. Conosce il Divino Amore tramite le suore e i sacerdoti Oblati, da poco arrivati in India. Nel suo stesso istituto si è formato Patricio Jorge Campos Rios, 44 anni, nato a Santiago del Cile. Dopo gli studi superiori, per anni concilia l’impegno in parrocchia con un lavoro nel campo dell’antiquariato e corsi di formazione artistica. Sollecitato dalla ricerca vocazionale, frequenta poi un corso di teologia per laici. Conosce il Divino Amore tramite un sacerdote oblato di origine cilena. Dopo un lungo cammino di discernimento nel 2002 decide di entrare nel Seminario della Madonna del Divino Amore.

24 aprile 2008

Potrebbe piacerti anche