“Il fascino del bello” al Vittoriano
In mostra 250 dipinti, e in più porcellane, maioliche, argenti e arredi vari provenienti dalla collezione Terruzzi di Francesca Romana Cicero
È un privilegio concesso anche al visitatore occasionale godere delle scelte che riflettono il gusto, la sensibilità e naturalmente una grande passione per l’arte di un mecenate moderno: l’ottantenne imprenditore Guido Angelo Terruzzi. L’eterogeneità e la squisita fattura dei pezzi favorisce la percezione dell’intento che anima e determina le acquisizioni della sua collezione: lasciarsi incantare da quel “fascino del bello” che attraversa e si materializza nelle opere d’arte, siano esse creazioni pittoriche, sculture o altro.
La collezione – che consta di ben 5000 pezzi – comprende arazzi, argenti e annovera porcellane e mobili d’epoca. Collezione che attende di ricevere una permanente sede idonea. Molte le grandi città candidate a riceverla, tra cui Roma (ipotizzata è la sede di Palazzo Corsini in via della Lungara, dato l’imminente trasferimento della Galleria a Palazzo Barberini), Milano, e Venezia. È verosimile tuttavia che la collezione venga ospitata in una città d’arte di media grandezza e soggetta a minori sollecitazioni culturali – come Piacenza – in modo da costituire per essa un possibile «importante attrattore» (Danielle Mazzonis).
Al Complesso del Vittoriano è esposta una selezione di opere: circa 250 dipinti e qualche scultura; oltre 150 pezzi fra porcellane, maioliche e argenti e circa 120 esemplari degli arredi più vari.
Le opere pittoriche coprono un arco di sette secoli dal XIV al XX. La pittura veneta incontra in modo esclusivo il gusto di questo mecenate, visibile in mostra tramite le opere di illustri artisti quali Luca Longhi, Tiepolo, Giambattista Cimaroli, e in special modo sei dipinti di Canaletto – fra cui le classiche vedute del Canal grande e un Capriccio con rovine, pietra miliare per la ricostruzione del corpus dell’artista. Esposte anche 20 opere di Amigoni, di cui tre che appartennero al celebre cantante Farinelli – grande amico dell’artista – recanti ancora sul recto della tela la scritta “Soy de Farinelo”. Non mancano i capolavori delle altre scuole italiane: da Guido Reni a Vanvitelli, da Paolo Pagani a Paolo Francesco Londonio e Giovanni Paolo Pannini. Nella sezione dedicata all’arte contemporanea si possono ammirare opere di Savinio, De Chirico, Fontana, Severini, Guttuso, Boldini, Balla, Kandinsky e Ligabue.
Analogo interesse suscita la parte della collezione che riguarda gli arredi con esemplari romani e francesi, porcellane e ceramiche di eccezionale fattura – un buon nucleo delle quali proviene dalla collezione di Caterina II – arazzi fiamminghi, argenti e statue. Tra i mobili si segnalano commodes napoletane con ripiani in marmo, cabinets tedeschi con interni intarsiati a pannelli policromi, secretaires francesi, cassettoni, trumeaux, scrittoi, consoles, comodini, e un “clavicordio” del 1785, strumento a corde e tastiera prediletto da Bach.
Anche l’arredo veneto è ben rappresentato da alcuni pezzi pregiati del Settecento provenienti dalla ex-casa reale italiana. Pregevoli gli esemplari di Giuseppe Maggiolini, il più grande ebanista ed intarsiatore del mobile italiano settecentesco.
La mostra è dislocata su più piani, pianerottoli e scale. In tal senso si consiglia vivamente di verificare il percorso mediante l’ausilio degli appositi pannelli o di rivolgersi al personale.
“Fascino del bello. Opere d’arte della Collezione Terruzzi” c/o Complesso del Vittoriano (gipsoteca, scalee, sala Zanardelli). Ingresso sul lato destro del Vittoriano. Fino al 20 maggio. Catalogo Skira: € 35. Biglietti: intero 8€, ridotto 5€. Orario: tutti i giorni; dal lunedì al giovedì 9,30 – 19,30; venerdì e sabato 9,30 – 22,30; domenica 9,30 – 19,30. Per informazioni 06.69202049.
9 maggio 2007