San Filippo Neri in Eurosia

Nella chiesa della Garbatella affidata ai padri Filippini, un oratorio con una tradizione importante e significativa di Francesco Lalli

Qui lungo la via detta allora “Via Paradisi”, secondo la tradizione ricordata da una lapide in marmo bianco, s’incontrarono San Carlo Borromeo e San Filippo Neri durante la visita che entrambi fecero nel 1572 alle Sette Chiese. Percorso storico istituito dallo stesso San Filippo a seguito del giubileo del 1550, in cui la Compagnia della SS. Trinità si prodigò per l’ospitalità dei pellegrini. Siamo alla Garbatella, un tempo quartiere “popolare”, oggi zona di “nuovi ricchi” e di molti anziani. Luogo di profonde radici storiche e cristiane, attraversato dalle catacombe di San Sebastiano, in questo punto sorse prima la cosiddetta e celebra “Chiesoletta” – realizzata da monsignor Nicolai, allora ministro dell’agricoltura per i contadini della sua tenuta nel 1822 – a cui successe nel 1935 una chiesa più grande, realizzata in un’ex vaccheria, e, infine, nel 1952, l’attuale parrocchia di “San Filippo Neri in Eurosia” affidata ai padri Filippini.

«Quando siamo arrivati qui con la mia famiglia proprio nel 1952 – ci racconta Emma Motta – c’erano problemi di pastorale completamente diversi da oggi, inoltre dato l’aumento della vita media, molti dei figli di quanti popolarono il quartiere sono andati a vivere in altre zone e una volta cresciuti, anche laddove sono tornati a vivere qui, si erano intanto formati in realtà estranee a quella in cui è sorta la parrocchia».

Un problema comune ad altre zone della capitale, che però non possono vantare un oratorio con una tradizione altrettanto importante e storicamente significativa. «E’ una realtà da cui sono passati il calciatore Agostino Di Bartolomei – che viene ricordato da quattro anni a questa parte con un memorial a lui dedicato – e Alberto Sordi; per non fare che due nomi» ricorda don Francesco Dipasquale, collaboratore parrocchiale. «Oggi sono circa 50 i ragazzi che lo frequentano quotidianamente, anche grazie all’apporto dell’Istituto Cesare Baronio che appartiene sempre ai padri filippini ed è a fianco alla parrocchia».
«Oltre 200 sono poi i bambini iscritti al centro estivo –prosegue don Francesco – e dal 17 maggio, inoltre, con il concerto Lauda spirituale filippina proprio qui in oratorio cominceranno le iniziative per la festa parrocchiale del 26 maggio». Luna e Andrea, due dei ragazzi che animano questa realtà, aggiungono: «In questo luogo ci sono tanti ricordi, tanti giochi rimasti intatti, su cui siamo cresciuti noi così come i nostri genitori. Tutto ciò rende l’oratorio un po’ speciale, oltre al fatto che qui i bambini non sono divisi per fasce d’età, ma possono giocare e relazionarsi tutti insieme».

«Siamo su un territorio che vede circa 3.300 famiglie e 7.000 abitanti – spiega il parroco Padre Piotr Jaworski – e malgrado la forte presenza di anziani, cerchiamo di coinvolgere più persone possibili. Come nel caso della catechesi interparrocchiale realizzata dalle 6 parrocchie della prefettura, con una partecipazione di circa 2.000 persone. Per lo più giovani». «Esistono poi tante attività che gravitano nell’orbita della parrocchia, dalla pastorale vedovile del gruppo Speranza e Vita al cenacolo Regnum Cristi, dal gruppo biblico al coro e al gruppo carismatico Serafini di Dio, passando per la missione in Rwanda che ci vede gemellati ad una parrocchia di Gisagara con un programma di aiuto e adozione a distanza».

Altro punto forte da queste parti, è il gruppo Caritas. «Noi nasciamo nel 1982 – spiega il signor Luca Forgillo fondatore del primo nucleo – e abbiamo cominciato con la sola raccolta di indumenti, a cui oggi affianchiamo anche la distribuzione di generi di prima necessità due volte a settimana. Al mese serviamo circa 55 persone oltre a distribuire vestiario nelle carceri di Rebibbia e regina Coeli da sei anni a questa parte». Un centro d’ascolto, anch’esso presente da 25 anni, accoglie poi quanti si trovano in difficoltà fisica e morale.

Non meno significativa, infine, la presenza della Comunità di S. Egidio: «Animiamo tutte le domeniche una messa alle 12.00 dedicata ai disabili e agli ammalati – ci raccontano Paolo Severi e Aldo Giusti – oltre alla preghiera degli anziani che il giovedì ci vede presenti nella Chiesoletta». «C’è poi l’importante impegno degli studenti di Roma Tre, polo universitario nelle vicinanze, che si ritrovano nell’iniziativa della Scuola del Vangelo per pregare il venerdì e poi, insieme a noi, collaborano per la distribuzione dei viveri ai senza fissa dimora del quartiere».

8 maggio 2007

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