Bellini, pittore-poeta del secondo Quattrocento

Dal “Battesimo di Cristo” ai ritratti della Madonna: alle Scuderie del Quirinale esposte oltre 60 opere dell’artista veneziano di Francesca Romana Cicero

Alle Scuderie del Quirinale in mostra l’arte sublime di Giovanni Bellini detto il Giambellino (1430 circa – Venezia, 1516). D’intrinseca bellezza, veneziana nella morbidezza del tratto e della luce, la sua pittura è elegantemente armoniosa, immersa in un’immota e fiera calma, che pare generata da un’impalpabile comunione di sensi e figure.

Pittura sobriamente realistica e, al contempo, innovativa. Precursore di Leonardo nella sensibile e puntuale rappresentazione del paesaggio, influenzato dal cognato Mantegna, rivoluziona la pittura veneta oltre lo stile bizantino per consegnarla a Giorgione e Tiziano. Nelle sue opere, di cui tre quarti della produzione è in mostra – circa 60 opere, nella quasi totalità su tavola –, emozioni e sentimenti si confondono e trasfondono senza mai coinvolgere direttamente l’osservatore, che tuttavia comprende e gode di quell’ordine esistente, quell’elegia dolce e solenne permeata da una religiosità contemplativa e pacificata. Dalle pareti color rosso mattone dell’allestimento tutto in penombra – oscurità che non consente di sfogliare il supporto cartaceo esplicativo – questi quadri nei quadri, di cui documentate indagini scientifiche hanno svelato disegni sottostanti, offrono alti esempi di temi sacri calati in uno spazio veneziano di sentita rappresentazione che si rinnova di opera in opera.

Dall’apertura espositiva con la Pala di Pesaro o “L’incoronazione della Vergine” (7 metri d’estensione), in cui Bellini contempla il mondo visibile «come se lo accarezzasse l’occhio di Dio in una chiara mattina di primavera» (Paolucci), si passa alle opere condizionate dall’ambiente familiare con temi devozionali a lui cari, quali i ritratti della Madonna, la cui replicazione non manca mai di sollecitare nuovi dibattiti su quanto possa essere effettivamente autografo e quanto attribuibile alla sua scuola. Accanto alle testimonianze del cosiddetto stile ufficiale, sono esposti esempi di committenza privata, come il fregio che simula il marmo della “Continenza di Scipione”. Si ricordano inoltre “Il Battesimo di Cristo” – in cui realizza una fusione tra la natura e le figure mediante un sapiente equilibrio delle parti – la “Resurrezione”, che fa da ponte tra le opere di committenza pubblica e privata, e “L’ebbrezza di Noè”, eseguito in tarda età, forse novantenne.

Una mostra monografica, dunque, che consente una lettura totale della poetica di Bellini, rivelatrice di uno stile tutto italiano, con il quale Venezia s’impose nel panorama artistico internazionale con un linguaggio intimamente rinnovato ed intensamente poetico.

“Giovanni Bellini”, Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio, 16. Fino all’11 gennaio 2009.Curatori: Mauro Lucco, Giovanni C. F. Villa. Biglietto: intero 10 euro; ridotto 7.50 euro. Orario: da domenica a giovedì dalle 10 alle 20; venerdì e sabato dalle 10 alle 22.30.Catalogo: Silvana editoriale. Biglietterie aperte rispettivamente fino alle 19 e alle 21.30. Informazioni e prenotazioni: singoli, gruppi e laboratori d’arte 06.39967500; scuole 0639967200.

14 ottobre 2008

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