Nel Lazio nasce il registro degli assistenti familiari
Per iscriversi è necessario un diploma di qualifica e documentare un’attività formativa di almeno 300 ore. Servirà a regolamentare la professione e sarà consultabile on line. Corsi di formazione di Eleonora Caforio
Un registro per gli assistenti familiari. È stato approvato ieri, 12 settembre, dalla Giunta regionale, un provvedimento che prevede l’iscrizione in un registro regionale degli assistenti familiari in possesso di un attestato di qualifica professionale. Si riconosce, così, la figura di quelle che inizialmente erano chiamate “badanti”, la cui attività è rivolta «ad assicurare assistenza a persone autosufficienti e non, e a garantire benessere e autonomia all’ambiente domestico-familiare».
Così è possibile «qualificare tale professione», spiega Renata Polverini, presidente della Regione Lazio – «regolamentare un settore nato spesso spontaneamente in seguito al fenomeno delle badanti, e raggiungere standard di assistenza omogenei in tutto il Lazio come garanzia di qualità». A proposito del registro, l’assessore regionale alle politiche sociali e famiglia, Aldo Forte, ha affermato che è «uno dei tasselli della rivoluzione che stiamo realizzando nell’ambito socio assistenziale regionale. Diamo la possibilità alle persone e alle famiglie di scegliere il servizio che meglio si sposa con i loro bisogni, all’interno di un’offerta regolamentata e di qualità».
Per iscriversi al registro, che sarà consultabile anche online su www.socialelazio.it, è necessario presentare la documentazione che attesti lo svolgimento di una attività formativa della durata di 300 ore, un diploma di qualifica professionale o un altro titolo di studio del settore, legalmente riconosciuto, con riferimento all’attività di cura della persona.
Intanto, per dotare il Lazio di altri 600 assistenti familiari qualificati, sono partiti 29 corsi di formazione, e mediante il sistema dei voucher anche le categorie più fragili potranno rivolgersi agli operatori qualificati. Per ulteriori informazioni: www.regione.lazio.it.
13 settembre 2012