La scuola italiana e i giovani, un rapporto di fiducia
Più integrazione con il mondo del lavoro. È quanto chiedono i ragazzi intervistati dall’Ipsos per conto dell’Istituto Toniolo al sistema scolastico, al quale comunque 55 su 100 danno un voto positivo da Agenzia Sir
Il 55% dei ragazzi italiani ha fiducia nel sistema scolastico italiano ed auspica che possa sempre più integrarsi con il mondo del lavoro. È quanto emerge dall’indagine “Rapporto Giovani” dell’Istituto di studi superiori Giuseppe Toniolo, realizzata dall’Ipsos, da un campione, rappresentativo su scala italiana, di 4.500 giovani tra i 18 e i 29 anni. Più alto il gradimento tra i più giovani (20 anni o meno); il voto positivo supera il 60% al Nord del Paese.
Valori sensibilmente più alti sono inoltre assegnati al sistema formativo dai ragazzi che vivono in una famiglia con genitori più istruiti, dove il valore dello studio tende ad essere maggiormente trasmesso. In particolare, se il padre è laureato la quota di voti positivi sfiora il 65%. Preoccupante il fenomeno dei “Neet”, ovvero dei giovani che non studiano e nemmeno lavorano, a fronte del quale si registra tuttavia anche la categoria opposta, formata da giovani che studiano e nel contempo anche lavorano. «Si tratta – spiega Alessandro Rosina, docente di demografia e tra i coordinatori dell‘indagine – di una scelta dettata non sempre e solo da necessità, ma anche dal desiderio di autonomia e da senso di responsabilità. Che si scontra però con la maggiore difficoltà in Italia a conciliare tali due impegni». L’indagine è consultabile sul sito www.rapportogiovani.it.
14 settembre 2012