Benedetto XVI di nuovo in Vaticano
Accolto «con grande fraternità e cordialità» da Francesco, è tornato all’interno delle Mura leonine il Papa emerito: risiederà nel monastero Mater Ecclesiae, «nascosto al mondo» di F. Cif.
Dopo due mesi passati a Castel Gandolgo, Benedetto XVI è rientrato ieri, giovedì 2 maggio, in Vaticano. È arrivato in elicottero, poco dopo le 16.45, accompagnato da monsignor Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia. Ad accoglierlo, all’eliporto della Città del Vaticano, il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato, il sostituto monsignor Angelo Becciu, il segretario per i rapporti con gli Stati monsignor Dominique Mamberti e il segretario generale del Governatorato, monsignor Giuseppe Sciacca. Quindi, il trasferimento in macchina al monastero Mater Ecclesiae, all’interno della Città del Vaticano, tra il viale dell’Osservatorio e le Mura leonine, dove risiederà insieme a monsignor Gänswein e alle quattro Memores Domini che hanno fatto parte della Famiglie pontificia negli ultimi anni. In più, ci sarà anche una stanza per ospitare il fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg Ratzinger.
A dare il benvenuto al Papa emerito, «con grande fraternità e cordialità», quasi sulla porta del monastero, Papa Francesco. Tra i due, un abbraccio, che ha rinnovato quello che già si erano scambiati lo scorso 23 marzo a Castel Gandolfo. Come allora, insieme sono entrati nella cappella del monastero, per pregare uno accanto all’altro. «Benedetto XVI è un uomo anziano, indebolito dall’età, ma non ha nessuna malattia», ha confermato ai giornalisti padre Federico Lombardi. Ed è lieto di «rientrare in Vaticano, nel luogo in cui intende dedicarsi, come da lui stesso annunciato l’11 febbraio, al servizio della Chiesa anzitutto con la preghiera», si legge in una nota della Santa Sede.
Il Papa emerito vivrà «nascosto al mondo», come aveva annunciato incontrando per l’ultima volta i “suoi” preti della diocesi di Roma il 14 febbraio scorso. E lo farà in quel monastero voluto da Papa Wojtyla, che dal 1994 al 2012 ha accolto clarisse, carmelitane scalze, benedettine e, da ultime, le visitandine. Raccogliendo in qualche modo da loro il testimone di una vita di preghiera e contemplazione. Per il bene di tutta la Chiesa.
3 maggio 2013