Il Forum famiglie del Lazio chiede un tavolo contro la discriminazione

Dopo il suicidio di Simone, il ragazzo gay che si è tolto la vita a Roma, la presidente Emma Ciccarelli si rivolge al sindaco Marino: «Tutti gli adolescenti hanno bisogno di essere accettati per ciò che sono» di R. S.

«Le famiglie devono partecipare all’elaborazione di una proposta che non faccia propaganda, ma che cerchi di risolvere i problemi reali partendo dal rispetto di ogni persona». La presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio Emma Ciccarelli usa queste parole per chiedere al sindaco Ignazio Marino un «tavolo» per «ipotizzare percorsi contro ogni forma di discriminazione», all’indomani del suicidio di Simone, il ragazzo gay di 21 anni che si è tolto la vita nei giorni scorsi a Roma.

Il suicidio di un giovane, commenta Ciccarelli, è «un fatto gravissimo che deve interpellare tutta la comunità civile, ed anche noi siamo pronti a fare la nostra parte». E il “noi” comprende le oltre 50 associazioni familiari che aderiscono al Forum Lazio, che si dichiara «contrario ad ogni forma di discriminazione». La richiesta è una sola: che «non ci siano strumentalizzazioni da parte di realtà che vogliono utilizzare la morte di un giovane per ottenere concessioni politiche che nulla hanno a che fare con questo dramma».

«Tutti gli adolescenti – osserva Ciccarelli – hanno bisogno di essere accettati per ciò che sono, incondizionatamente, e questo genera in loro forti sbalzi di umore e una spiccata tendenza all’isolamento. Le dichiarazioni lasciate sul biglietto mostrano la fase drammatica che Simone stava vivendo. Una società matura aiuta, comprende e accompagna i giovani anche in questa fase».

29 ottobre 2013

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