A Castel Sant’Angelo la favola di Amore e Psiche

In mostra pezzi eterogenei, tra dipinti, disegni e sculture, che raccontano la storia narrata da Apuleio, interpretata come allegoria del percorso dell’anima verso la spiritualità di Francesca Romana Cicero

La leggiadria morbida e languida di due giovani innamorati dai lineamenti perfetti e delicati, il sentimento dell’amore e della passione, del nascondimento e disvelamento, dell’abbandono e ritrovamento, il desiderio d’immortalità, sono i motivi ispiratori della celeberrima favola di Apuleio di Amore e Psiche, narrata ne “L’asino d’oro, Le metamorfosi” (II sec. d.C.). Favola che è oggetto di una mostra a Castel Sant’Angelo, in linea con la tendenza odierna che intende creare sinergie tra struttura ospitante e esposizione. In una sala dell’appartamento privato di Papa Paolo Farnese, di recente restaurato, si può osservare, nel fregio sottostante il soffitto, il ciclo degli affreschi di Perin del Vaga che riproducono la favola. Che fu già raffigurata pochi anni prima da Raffaello nella loggia della Villa Farnesina e, grazie all’influenza della filosofia neoplatonica, è stata interpretata come allegoria del percorso travagliato dell’anima dell’uomo verso la spiritualità: soggetto profano, ha acquistato nel tempo profondi significati morali e cristiani a tal punto di essere considerata degna di un appartamento papale.

La favola, la più bella che gli antichi ci abbiano lasciato (secondo quanto dichiarò lo stesso Voltaire), ha come protagonista una bellissima fanciulla che s’innamora di un dio, per ricongiungersi al quale affronta prove difficilissime per volere di Venere, madre gelosa di Amore, per poi convolare a nozze con il suo amato e ricevere l’ambito dono dell’immortalità.

La mostra, contenuta ma esaustiva, ripercorre con pezzi eterogenei – dipinti, disegni, sculture, incisioni, arazzi e terracotte – i diversi piani di lettura della favola, specchio della temperie culturale dei secoli, muovendo dall’antichità fino al periodo neoclassico, passando per Raffaello, Rubens, Van Dyck, David e il sublime Canova.

La mostra si suddivide in quattro sezioni (piccole, data la ristrettezza degli ambienti): la prima, “Le radici del mito”, le personificazioni di Eros e Psiche, i patimenti dell’anima, la coppia divina, il bacio e la fabula di Apuleio indaga sull’origine del mito, o meglio sul concetto di Amore come perdita del sé per poi ritrovare una comune identità tra Psiche e Eros. Nella seconda sezione, “La fortuna della Favola di Amore e Psiche nel Rinascimento”, che interpreta il mito alla luce del trionfo dell’amore coniugale e della purificazione dell’anima umana, si segnala la pregevole serie delle incisioni del Maestro del Dado, attraverso le quali viene ripercorsa l’intricata storia di Amore e Psiche. Nella terza sezione, “La scena della lampada: il fascino irresistibile di Amore misterioso”, si presentano le opere più importanti e significative del secolo XVII. Nel Seicento infatti si evidenzia l’aspetto fiabesco, drammatico, avventuriero del mito secondo lo spirito spettacolare e teatrale proprio della società del tempo, e si afferma un fortissimo interesse centrato sulla scena della lampada per le forti implicazioni allegoriche e per la possibilità di giocare su scenografici effetti luministici provocati dalla lanterna che getta luce su un ambiente buio. La quarta sezione, “Il revival romantico della favola nel Neoclassicismo”, indaga il periodo tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, durante il quale la favola di Psiche ebbe nuovamente grandissima diffusione letteraria e figurativa, con un accentuato tono nostalgico e melanconico, che privilegiò il momento dell’abbandono, del sonno, e del bacio.

“La favola di Amore e Psiche. Il mito nell’arte dall’antichità a Canova” c/o il Museo di Castel Sant’Angelo, Lungotevere Castello, 50. Fino al 10 giugno 2012. Curatori: Maria Grazia Bernardini e Marina Mattei.Orari: tutti i giorni dalle 9 alle 19. Lunedì chiuso (la biglietteria chiude alle ore 18,30). 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno aperto. Biglietto: intero 10 euro; ridotto 7,50 euro. Info e prenotazioni: 06.32810.

24 aprile 2012

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