I bambini dell’Unitalsi, protagonisti della pace
Celebrato l’VIII pellegrinaggio nazionale dei piccoli dell’associazione, che hanno marciato per le strade della Capitale. Il vescovo Tuzia: «Gesù si fida di voi. Portate ovunque il suo amore» di Emanuela Micucci
“Missione Pace” compiuta. Prossima meta: Barcellona, luglio 2013. Si è concluso ieri, 22 aprile, l’ottavo pellegrinaggio nazionale dell’Unitalsi “Bambini in missione di pace”, che per 3 giorni ha invaso di gioia e colori Roma e la Città del Vaticano con 1.200 ragazzi tra i 3 e i 12 anni, di cui un centinaio malati e con disabilità, insieme ai loro genitori e ai volontari dell’associazione. «Per testimoniare che con ogni piccolo gesto quotidiano si può costruire un mondo di pace, solidarietà, rispetto dei diritti umani», spiega Alessandro Pinna, presidente della sezione romana dell’Unitalsi, presente con 200 pellegrini. E già si scaldano i motori della nave della pace che il prossimo anno salperà da Civitavecchia per Barcellona. Intanto, ieri i bambini hanno marciato per le strade della Capitale, da piazza Navona a piazza San Pietro, per partecipare alla preghiera del Regina Coeli con il Papa. Pettorina bianca e bandierine in mano, hanno sfilato dietro a una bandiera della pace di 100 metri. Con loro anche alcuni gruppi romani dell’Azione cattolica dei ragazzi, in un gemellaggio iniziato lo scorso gennaio, in occasione della Carovana della pace dell’Acr, e che continuerà, dichiarano Marco Caporicci, responsabile dell’Acr romana, e Gianluca Pagliuca, presidente nazionale Unitalsi. L’obiettivo: accogliere nelle parrocchie i ragazzi disabili. Come Casimiro, un bambino bulgaro ospite della Casa di Kim, che confida: «Il primo giorno del pellegrinaggio ho fatto la mia Prima Comunione. Lo desideravo da tanto tempo».
Il giorno prima, sabato 21, erano stati aperti ai bambini i giardini vaticani, per la processione mariana guidata dal cardinale Angelo Comastri. Nel silenzio della preghiera i piccoli pellegrini sono saliti lungo viale Pio XII dietro a un grande rosario missionario, i cui grani erano portati ciascuno da un bambino. Cinque misteri, raffigurati dai giovani dell’Unitalsi, che hanno ripercorso momenti della vita di Gesù, dall’Annunciazione al Calvario. Per arrivare davanti alla grotta di Lourdes, dove hanno deposto una corona di fiori. «Pensate a quanto buio c’è nel mondo – ha affermato il cardinale Comastri -, in quante nazioni c’è la guerra: Siria, Sudan, Iraq, Mali. E c’è violenza anche nelle nostre strade, ma la luce di Cristo si è accesa e ognuno di noi può diffonderla».
Intensa la Messa conclusiva del pellegrinaggio a Sant’Andrea della Valle, nella mattina di domenica 22, con l’arrivo del Bambinello dell’Ara Coeli in carrozza, secondo un’antica tradizione che vuole che la statua sia portata nelle chiese per le celebrazioni dei bambini. «Non è solo una statua: è Gesù che voi siete andati a trovare a casa sua a Betlemme, durante il pellegrinaggio in Terra Santa, e che ci dice: “Sono qui, in mezzo a voi e sono il Signore della Pace”», ha sottolineato il vescovo Benedetto Tuzia presiedendo la celebrazione. «Gesù si fida di voi, bambini, e vi dà se stesso – ha aggiunto -. Però vi dice di non tenerlo chiuso nei vostri cuori: portate ovunque la sua pace». Quasi a proseguire le parole del cardinale Francesco Monterisi, arciprete della basilica di san Paolo fuori le mura, che venerdì pomeriggio aveva ospitato la Messa d’apertura del pellegrinaggio: «Bisogna prendere esempio dai bambini: sono coloro che esprimono con maggiore immediatezza il desiderio di tutta l’umanità per la pace».
Intervenuto alla manifestazione anche il sindaco Gianni Alemanno, che ha dichiarato: «Il pellegrinaggio dell’Unitalsi ha dato un messaggio molto chiaro: la pace può nascere soltanto dalla gioia, dai sentimenti puri e profondi espressi da questi bambini».
23 aprile 2012