A San Crisogono accanto agli ultimi

La parrocchia trasteverina affidata ai padri trinitari è un punto di riferimento per i poveri della zona: il centro d’ascolto e la distribuzione di panini. Numerosi gli incontri di preghiera di Laura Badaracchi

«La gente li chiama barboni, ma sono i nostri amici». Nicola Calbi, presidente della Provincia centro-settentrionale dell’Ordine secolare trinatario, è il responsabile del Centro d’ascolto presso la parrocchia di San Crisogono, nel cuore di Trastevere: un servizio aperto ogni sabato pomeriggio dalle 16 alle 18, per accogliere i poveri che gravitano numerosi nella zona. «La peculiarità dei nostri incontri? Iniziamo con una preghiera alla Trinità, seguita dalla lettura del Vangelo della domenica, a cui segue un breve commento. Tutti i presenti, una sessantina tra cristiani e musulmani, italiani e stranieri, sono attenti e rispettosi; si crea un clima di condivisione», testimonia Calbi, che organizza il turno dei volontari e nota che da un anno a questa parte «sono aumentati gli italiani e, tra gli immigrati, i nordafricani e gli est-europei. Alcuni mi hanno raccontato di avere alle spalle la professione di ingegnere o di architetto».

In piazza Sonnino, la parrocchia – affidata ai padri trinitari – è un crocevia per gli homeless, ascoltati ogni giorno dal parroco, padre Venanzio Di Matteo, coadiuvato nelle liturgie e nelle confessioni dal viceparroco padre Angelo Buccarello e da altri tre confratelli. «Qualche giovane straniero mi dice che sono il suo papà», confida il religioso, che ha impostato la pastorale parrocchiale sulla carità agli ultimi e sulla preghiera. «Abbiamo pochi residenti stabili in questa zona», riferisce.

Così la chiesa viene frequentata tutti i sabati da diversi gruppi della famiglia trinitaria, composti da religiosi e laici, che garantiscono l’animazione del momento di preghiera, l’ascolto dei poveri, la preparazione e distribuzione di una «ricca merenda, composta principalmente da panini ripieni di affettati e di formaggio per i musulmani: cerchiamo di essere rispettosi delle regole previste dalla loro fede», riferisce Calbi. E tra le persone senza dimora c’è un passaparola continuo: ne arrivano sempre di nuove, sfiorando punte di 80 presenze nel periodo estivo e delle feste, quando altre strutture caritative sono chiuse.

«Noi ci siamo ogni sabato, nel salone parrocchiale con ingresso in via di San Gallicano 7 – racconta il responsabile del Centro d’ascolto –. Il primo del mese è la volta del gruppo di San Carlino alle Quattro Fontane e delle Suore trinitarie della Madonna del riposo; il secondo sabato arrivano i laici trinitari di Santa Maria alle fornaci, mentre il terzo spetta alla nostra parrocchia. Alla Curia generalizia dei trinitari tocca il turno del quarto sabato, mentre al quinto provvedono le Oblate della Santissima Trinità, istituto secolare». L’intento è quello di dare non solo un nutrimento materiale, «ma anche spirituale. E riceviamo tanto: mentre ascoltiamo i loro problemi, comprendiamo che le persone incontrate – prive di soldi, vestiti, casa, cibo – sono ricche in umanità».

Visitando la parrocchia il 4 marzo 1990, Giovanni Paolo II disse, rivolgendosi ai religiosi e ai laici trinitari: «Voi portate nella vostra storia e anche nella vostra contemporaneità, nella vostra presenza, una grande testimonianza della fede». Una consegna valida ancora oggi per la comunità trasteverina che vanta secoli di storia, visitata da migliaia di turisti e “casa” per gli ultimi, così come vuole il carisma, che prevede esplicitamente di destinare un terzo degli introiti economici alle opere di misericordia. Ma San Crisogono ha spalancato le sue porte anche a numerose iniziative di preghiera: «Organizziamo un’ora di adorazione eucaristica ogni giovedì, mentre ogni primo venerdì del mese la prolunghiamo dalle 11 alle 18; la sera alle 22 arriva il gruppo della “Lega eucaristica”, a cui aderiscono persone provenienti da tutta la città, che si ferma a pregare fino alle 6 del sabato. Il secondo venerdì del mese, invece, è il turno dei giovani carismatici, dalle 20 alle 23», elenca padre Di Matteo, convinto che la presenza orante interroghi tante persone di passaggio o che entrano ad ammirare la basilica intitolata al martire originario di Aquileia, oppure attratti da un concerto o da una mostra. Anche questa è evangelizzazione.

13 gennaio 2011

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