A San Tommaso Moro tanti spazi per i giovani
La parrocchia vicina all’Università La Sapienza offre ai ragazzi aule studio attrezzate con computer e librerie. E accoglie anche i genitori dei piccoli ricoverati al Policlinico Umberto I di Ilaria Sarra
I cancelli della parrocchia di San Tommaso Moro, nel quartiere Tiburtino, sono sempre aperti, dalla mattina alla sera. «Quando sono stato nominato amministratore parrocchiale, pochi mesi fa, ho capito che c’era la forte necessità di entrare in dialogo con il territorio che non è molto vasto ed è abitato soprattutto da studenti universitari, molti fuori sede, e da anziani – spiega monsignor Andrea Celli –. É una parrocchia di frontiera che si colloca tra l’università La Sapienza, il Centro nazionale delle ricerche (Cnr) e il quartiere San Lorenzo. C’è bisogno di una vera evangelizzazione che si ponga in dialogo con delle realtà lontane, come quelle giovanili che, a volte, hanno forti pregiudizi verso la Chiesa».
La vocazione naturale di questa parrocchia è quella di entrare in contatto con i giovani e don Andrea, coadiuvato dal viceparroco don Edimilson Lima, ha incentrato questi primi mesi di attività proprio su questo e sull’evangelizzazione. «Abbiamo creato una sala studio con computer e librerie dove i ragazzi possono venire a studiare liberamente tutti i pomeriggi; una sala giochi, un salone parrocchiale e una sala catechesi. Si stanno completando i lavori dei campi da calcetto e pallavolo che saranno inaugurati e benedetti il 26 giugno, giorno in cui festeggeremo il nostro patrono con una Messa a cui farà seguito la finale di alcuni tornei che avranno inizio nei primi giorni di giugno», racconta il sacerdote. Lo stesso giorno il salone parrocchiale sarà intitolato a Giovanni Paolo II, mentre nei giorni precedenti, il 22 e il 24 giugno, si terranno in parrocchia rispettivamente una tavola rotonda sul primato della coscienza e una veglia di preghiera sul rapporto tra vita del Santo e radicalità evangelica, sempre nell’ambito della festa patronale.
Il gruppo universitario si riunisce ogni mercoledì per discutere sul tema “L’incontro con Cristo”. Laura Versace è una delle animatrici e spiega che tanti ragazzi sentono la parrocchia come una seconda famiglia: «È bello vedere come lo Spirito Santo opera in questi giovani, mettendo nel loro cuore il desiderio grande di conoscere il Signore. La sfida è cercare di far avvicinare quanti più ragazzi possibile, soprattutto i tanti fuori sede che abitano e circolano nel quartiere».
Nella zona non sono molti i bambini, ma la parrocchia pensa anche a loro. Una ventina frequentano un gruppo di pre-Comunione, e ogni sabato pomeriggio si incontrano per seguire un percorso sulle parabole di Gesù e per giocare insieme nel grande parco che circonda la parrocchia. «Nel giardino è stato sistemato un piccolo parco giochi dove le mamme possono portare i loro bambini», dice ancora don Andrea. Per gli adolescenti, invece, l’incontro è ogni venerdì con il tema “Sulle orme della nostra fede” e «nello stesso giorno – aggiunge il sacerdote – si ritrovano anche gli anziani per passare del tempo insieme e approfondire il Vangelo». Francesco Savo Amodio è uno degli animatori del gruppo adolescenti: «Questa è una comunità nella quale si cresce e si cammina insieme. Mi piace che i ragazzi che seguo vivano la realtà parrocchiale incontrandosi, partecipando ad ogni momento di scambio comunitario. A giugno saranno loro gli animatori del Grest, il gruppo estivo, al quale parteciperanno i bambini dai 6 ai 12 anni; saranno loro a testimoniare ai più piccoli la propria fede e la voglia di stare insieme».
«Il prossimo anno abbiamo in programma di organizzare una missione ai giovani – annuncia monsignor Celli –. Muoversi nel quartiere per coinvolgere i ragazzi che non conoscono ancora il Signore e questa bella realtà. Qui i parrocchiani sono protagonisti del percorso di fede che si compie, è una comunità viva». Una grande collaborazione esiste con la cappella della vicina università, curata dai gesuiti, con la quale sono stati organizzati molti eventi nei momenti forti del calendario liturgico.
E non è finita qui. In parrocchia sono state adibite tre stanze per l’accoglienza, gratuita, dei genitori dei bambini ricoverati al Policlinico Umberto I: «Un piccolo segno che, oltre all’annuncio della catechesi e la vita sacramentale, permette di rendere credibile il Vangelo concretamente vissuto nella nostra comunità parrocchiale», conclude monsignor Celli.
20 maggio 2011