Aiuto alla Chiesa che Soffre a San Bruno

Tre giorni di sensibilizzazione per conoscere la vicino l’Opera di diritto pontificio, organizzati presso la parrocchia della Pisana di Lara Larotondo

«Siamo qui per servire il Signore e fare il volere di Dio. Per dare la testimonianza che la Chiesa soffre ma anche che la Chiesa spera». E ancora «per parlare dei cristiani del resto del mondo». In sintesi, «per asciugare le lacrime dove Dio piange». Sta tutto in queste parole il senso della visita e della testimonianza di fede di don Volodymyr Nesterenko, vice rettore del Collegio Ecclesiastico Internazionale San Carlo Borromeo di Roma, don Luis Capacetti, della Congregazione per la Dottrina della fede, e don Algirdas Akelaitis, sacerdote lituano, i tre rappresentanti dell’Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) ospiti, da venerdì 8 fino a domenica 10, nella parrocchia di San Bruno alla Pisana.

Tre giorni di sensibilizzazione di Acs, per conoscere da vicino l’Opera di diritto pontificio fondata nel 1947 da padre Werenfried van Straaten, detto anche “Padre Lardo” per aver sfamato con tonnellate di lardo numerosi poveri dopo la grande guerra. Per «far conoscere le attività che l’Acs persegue nel mondo e per condividere con le preghiere, le sofferenze e le tristezze degli altri» ha suggerito don Luis. Ma anche «per creare un po’ di coscienza» aggiunge don Gianfranco Ferrigno, parroco di San Bruno, e «scoprire il volto di una Chiesa che è sofferente, così che la si cominci a conoscere».

L’Aiuto alla Chiesa che Soffre, come dice anche il nome, interviene quando e dove c’è più bisogno «per sostenere la pastorale della Chiesa laddove è perseguitata o priva di mezzi», spiegano all’unisono i tre sacerdoti. Ma, non solo. «Quando è impedito l’annuncio della Buona Novella o quando i fratelli sono perseguitati per la loro fedeltà a Cristo», come è accaduto e accade in Paesei quali Iran, Iraq, Cina e Pakistan. Oppure «quando la cultura dominante e l’ambiente sociale emarginano i cattolici». L’Acs c’è, in due parole, «quando la Chiesa soffre», concludono.

«Dobbiamo sempre sostenere i nostri fratelli e sorelle – precisano don Luis, don Volodymyr e don Algirdas –. Dobbiamo poter asciugare le lacrime della chiesa che soffre» e «l’Acs ci dà la possibilità di toccare con mano i vostri aiuti per aiutare i cristiani di tutto il mondo».

Per informazioni sull’attività dell’Acs consultare il sito www.acs-italia.org.

11 aprile 2011

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