Al Centro S. Alessio brillano le stelle
Consegnati dal governatore Zingaretti i riconoscimenti per i non vedenti disitintisi in campo artistico e sportivo. Oltre 1.150 gli utenti, seguiti da 450 operatori. Il presidente Piva: mano tesa alla cooperazione sociale di Antonella Pilia
Teresa Pagliaroli e Stefano Trella si sono classificati primi nel campionato italiano 2013 di danza. Alessandro Mariano ha inseguito la sua passione per la musica, ottenendo una laurea di secondo livello in Jazz al conservatorio “Santa Cecilia”. Teresa, Stefano e Alessandro sono non vedenti e ieri sera, giovedì 17 ottobre, sono stati insigniti della “Stella di S. Alessio”: un riconoscimento assegnato a non vedenti e ipovedenti che si distinguono in campo artistico, sociale e sportivo. Ma non erano i soli. Sul palco allestito nel suggestivo cortile del Casale di San Pio V, sede dell’Ipab S. Alessio, tra gli altri, il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha premiato anche Angelina Pimpinella, 55 anni, sordocieca, che è riuscita a proseguire gli studi fino alla laurea in Pedagogia e ora dedica la sua vita professionale a quanti sono chiamati a lottare contro le sue stesse difficoltà.
Traguardi come questi sono stati possibili grazie all’impegno del Centro regionale S. Alessio Margherita di Savoia per i ciechi che, proprio nell’ottica di una nuova apertura al territorio, ha organizzato ieri una serata di musica e storie in collaborazione con il Centro di servizi per il volontariato (Cesv) e la Regione Lazio. Iniziativa intitolata provocatoriamente “Guardiamo insieme le stelle” per volontà degli stessi non vedenti, i quali «sono convinti che il verbo “guardare” appartiene anche a loro», ha spiegato il presidente del S. Alessio, Amedeo Piva.
A 145 anni dalla fondazione del S. Alessio e a 140 da quella dell’Ospizio Margherita di Savoia per i ciechi, dal 1988 fuse in un’unica Ipab (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza), oggi il Centro regionale costituisce l’unica risposta assistenziale organica alle persone non vedenti e ipovedenti del Centro-Sud del Paese. «Una grande istituzione nata dalla solidarietà dei romani – ha sottolineato Piva – tanto che il S. Alessio fu per decenni uno dei principali punti di riferimento della solidarietà nella Capitale». Primato andato affievolendosi «anche a causa delle tristi vicende di disattenzione della politica», ma che ora si vuole ricostruire attraverso la collaborazione con il volontariato e la cooperazione sociale. «Ci troviamo ad affrontare sfide che nel tempo si evolvono – ha confermato Piva -: basti pensare ai portatori di plurihandicap o alle patologie della terza età. Per vincerle, il S. Alessio deve essere vivo, vivace e capace di coinvolgere i giovani».
Una svolta necessaria per portare avanti i molteplici servizi del Centro regionale S. Alessio Margherita di Savoia, che oggi conta oltre 1.150 utenti suddivisi tra residenti, servizio diurno, ambulatoriale e scolastico, domiciliare post-scolastico, plurihandicap domiciliare e diurno, home care premium, centro estivo integrato e campo estivo. Servizi affidati a 450 operatori altamente qualificati, che si occupano della riabilitazione di bambini e adulti mediante progetti multidisciplinari tesi all’inserimento nella società del non vedente. «Al centro di ogni intervento c’è la persona e non la malattia», ha spiegato Daniela Bimbo, specialista delle problematiche legate alla cecità, che al S. Alessio ci lavora da trent’anni. Mentre Amedeo Piva ha sottolineato l’importanza dei «corsi di autonomia per i non vedenti che hanno perso la vista nel corso della vita. Qui, imparando a muoversi nuovamente da soli, recuperano la forza di vivere e la fiducia in sé stessi».
Resta da risolvere la questione della crisi finanziaria che stava rischiando di portare la struttura verso la crisi. Ma il presidente Zingaretti, più volte incalzato sul tema, ha rassicurato: «Noi ce la metteremo tutta e sono abbastanza sicuro che ce la faremo a cambiare le cose».
18 ottobre 2013