Al Colosseo contro il razzismo
Il 21 marzo la Giornata mondiale. Attesi nella Capitale circa 2mila studenti, con insegnanti, volontari delle associazioni, membri delle comunità etniche, per parlare di integrazione di Federica Cifelli
Da Milano ad Agrigento, da Torino a Rosarno, l’Italia intera mercoledì 21 marzo si unisce in una grande catena umana per dire non a tutti i razzismi. L’occasione è la Giornata mondiale contro il razzismo, nell’anniversario della strage di Sharpeville, dove il 21 marzo 1960 la polizia sudafricana sparò sui manifestanti uccidendo 69 cittadini neri che protestavano contro il regime dell’apartheid. L’iniziativa, organizzata dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) della presidenza del Consiglio dei ministri, con il patrocinio dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, si volge in contemporanea in 35 città italiane, a partire dalle 10.30.
Nella Capitale si ritroveranno al Colosseo oltre 2mila studenti che insieme a insegnanti, volontari dell’associazionismo, membri delle comunità straniere e tanti altri si prenderanno per mano per circondare il Colosseo sulle note della canzone “One love” di Bob Marley, cantata da tutti i partecipanti ed eseguita sul palco da Loredana Errore, accompagnata dall’orchestra “Arcobaleno” della scuola media sperimentale “G. Mazzini”.
L’appuntamento romano, che ha anche il patrocinio del Comune, si aprirà con gli interventi di saluto dal palco del Colosseo di diverse autorità pubbliche. Tra gli altri, interverranno il ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, la portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati Laura Boldrini, la consigliera nazionale di parità Alessandra Servidori. Ancora, prenderanno la parola il direttore dell’Unar Massimiliano Monnanni, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, gli assessori alla famiglia di Regione e Comune Aldo Forte e Gianluigi De Palo.
Si parlerà di integrazione, cittadinanza e discriminazione, con “letture antirazziste” interpretate da Mariano Regillo e vari i momenti di riflessione e testimonianza come quelli di ragazzi di seconda generazione della Rete Near, il network antidiscriminazione razziale dell’Unar, e di Ndeye Rokhaya Mbengue, la vedova di Moudo Samb, uno dei giovani senegalesi uccisi a Firenze lo scorso 13 dicembre.
Sarà possibile seguire l’iniziativa anche su Facebook all’indirizzo http://www.facebook.com/norazzismi.
20 marzo 2012