Al Giulio Cesare il raid di “Blocco studentesco”

La dirigente scolastica del liceo di corso Trieste commenta il «gravissimo episodio» avvenuto il 22 ottobre: «È necessaria una mobilitazione delle idee e delle persone per isolare questi gesti» di Micaela Ricciardi*

Il gravissimo episodio di lunedì 22 ottobre, avvenuto nella nostra scuola ancora una volta mi impone di rivolgermi a tutti voi che “abitate”, direttamente e indirettamente, il liceo per informarvi e insieme per condividere la mia riprovazione.

Un raid di più di 25 giovani, maschi e femmine, col casco o incappucciati, armati di fumogeni e bandiere nere con il simbolo del movimento giovanile di estrema destra “Blocco studentesco” ha tenuto la scuola per 5-6 minuti alla mercé di urla, violenti colpi alle porte delle classi e lancio di fumogeni nelle scale, nei corridoi dell’istituto e persino in 4 aule nelle quali gli studenti stavano svolgendo normalmente lezione con i propri docenti.

Si tratta con tutta evidenza di un fatto inaudito, che, sfruttando la dimensione pubblica della scuola – luogo per sua natura aperto, e per ragioni di sicurezza e incolumità di tutti non chiudibile -, ha introdotto nella calma di una ordinaria giornata di lezione un fattore di violenza simbolica e fisica, per fortuna risoltosi senza danni alle persone e alle cose.

I numerosi volantini firmati Blocco studentesco, sparsi a terra da questi esterni durante la loro incursione, inneggianti alla “rivolta” contro il governo, affidano alla “generazione perduta di cui anche tu fai parte” un solo compito: “rivoluzione”. Alcuni di questi giovani sono adesso nelle mani dei Carabinieri e della Polizia che con tempestività davvero encomiabile sono intervenuti davanti a scuola alla immediata nostra chiamata: di questo li ringrazio perché ancora una volta rappresentano un presidio sicuro di legalità a difesa del cittadino, e dei minori, quando pochi facinorosi mettono a repentaglio, e in tal modo, i diritti più elementari.

Si è trattato di un’azione “dimostrativa” – ha dichiarato Blocco studentesco – per protestare contro il governo, la spending review ed altri fantasiosi nemici: attrae evidentemente la visibilità mediatica del liceo “Giulio Cesare”, una visibilità ricercata con pianificata lucidità dal momento che le molte fotografie del “gesto”, che docenti e studenti hanno testimoniato gli intrusi facessero durante l’incursione, in poco tempo sono state messe on line da molti quotidiani, che da costoro le hanno evidentemente ricevute. Un uso dei massmedia, o forse un gioco al massacro, di cui siamo insieme attori e vittime.

A tali enormità di fatti mi pare quasi non si possa aggiungere commento. Eppure, poiché credo nella forza della civitas contro la barbarie di simili atti, voglio non solo ribadire la mia ferma condanna dell’atto intimidatorio e violento compiuto, ma soprattutto chiedere a tutti coloro che vivono e amano la nostra scuola, studenti e docenti, genitori e personale amministrativo, di rispondere con ferma riprovazione ai protagonisti di un’aggressione di tal fatta al liceo Giulio Cesare, e cioè alla scuola pubblica tout court.

È necessaria una mobilitazione delle idee e delle persone per isolare questi gesti, cui invece sono alleati la paura e il silenzio: ai genitori in particolare, sempre lodevolmente presenti nel liceo e per me veri interlocutori di una sinergica azione educativa, chiedo che testimonino con i loro figli la condanna senza “se” e senza “ma” di tali comportamenti; ai docenti e al personale ATA, che ringrazio per la lucidità e la freddezza dimostrata nel sostenere i nostri studenti in un momento che poteva degenerare nel panico, chiedo che si esprimano anch’essi sull’episodio perché con la forza della parola si contrasti la violenza del gesto.

E agli studenti infine chiedo che crescano, forti di questa esperienza, più democratici e più saldi nelle loro idee, perché a nessuno mai può essere consentito di violare lo spazio dei diritti di ciascuno. Una lezione importante, di più forse di quella dei nostri pur amati classici.

23 ottobre 2012

*dirigente scolastico del liceo Giulio Cesare

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