Al Teatro Abarico in due serate “Il silenzio delle vittime”
In scena due spettacoli, “La mano sulla spalla” e “A”, dedicati al fenomeno dell’usura e al tema della violenza contro le donne. Di Salvia, autrice di “A”: «Il desiderio è riuscire a dare un po’ di speranza» di F. Cif.
Un evento in due spettacoli, “La mano sulla spalla” e “A”, per raccontare attraverso il linguaggio del teatro “Il silenzio delle vittime”. A proporlo è il Teatro Abarico, in via dei Sabelli 116, dove a partire da domani, giovedì 8 maggio, prenderanno il via le quattro serate (due per ogni rappresentazione) volute per accendere i riflettori sul dramma dell’usura e su quello della violenza contro le donne. Mettendo in scena il non detto sotteso a tante pagine di storie che facilmente diventano cronaca di giornale.
Si comincia domani, giovedì 8, alle 21, con “La mano sulla spalla”, di Danila Bellino, che ne è anche regista e interprete, con Dario Biancone (musica: Oscar Greco; scene: Daria Ludovici; fonica, luci e video: Progetto Tangram). Una storia di usura realmente accaduta, che ha per protagonista l’imprenditore calabrese Antonio Anile, conclusa con l’arresto degli usurai da lui denunciati, condannati al primo grado di giudizio. Ma nella vicenda di Antonio si riflettono, come in uno specchio, quelle di centinaia di storie di altre vittime: le difficoltà finanziarie, l’impossibilità di accedere al credito da parte delle banche, i primi contatti con gli usurai. Quindi l’impossibilità di onorare le scadenze, a cui seguono l’escalation di intimidazioni, le minacce, i soprusi, le prevaricazioni. Di tutto questo “La mano sulla spalla” propone, in 50 minuti di spettacolo, l’aspetto umano e psicologico, «che svela anche l’ipocrisia di tanti luoghi comuni che affliggono gli “usurati” – spiega l’autrice -. A cominciare dall’illusione che l’usuraio sia riconoscibile fin dall’inizio». La storia di Antonio lo mostra, al contrario, gentile e affidabile, nei primi approcci, addirittura comprensivo. Le cose poi prenderanno una piega diversa.
“La mano sulla spalla” sarà replicato anche venerdì 9, stesso orario. Sabato 10, invece, è in programma la prima rappresentazione di “A”, scritto e interpretato da Manuela Di Salvia, per la regia di Romina Bufano, con la partecipazione, anche qui, di Dario Biancone e Rita Gianini come “Voice off” (fonica, luci e video: Progetto Tangram). Protagonista: una donna, e, con lei, tutte le donne. Quelle che, spiega Di Salvia, non si sentono mai “all’altezza”, si sentono giudicate, e «per essere approvate, adottano delle strategie controproducenti, che le portano a intraprendere un viaggio per strade senza via d’uscita». La ricerca di «ciò che vorremmo essere per soddisfare le aspettative degli altri – prosegue l’autrice – porta sempre a non vedere la realtà per quella che è. Conduce a un’interpretazione al contrario. Come nel mondo di Alice». Ed è proprio la storia di “Alice nel paese delle meraviglie”, rivista e reinterpretata da Di Salvia, a fare da filo conduttore allo spettacolo. Al centro, «la spasmodica esigenza di essere amate a tutti i costi, spesso sin troppo elevati, che conduce tante donne a incappare in rapporti malati. Prendendo spunto dalla mia esperienza personale – sottolinea l’attrice e autrice – ho cercato di ricreare il percorso umano e spirituale di una donna che, nonostante tutto, riesce a sopravvivere trovando la giusta chiave di lettura». E ripartendo verso una vita ancora più ricca di significato. «Il mio desiderio più grande – conlude Di Salvia – è di riuscire attraverso questo testo a dare un po’ di speranza a chi non vede ancora la via del ritorno, perché la chiave è ancora su quel tavolino troppo alto da raggiungere». Come per Alice, nel paese delle meraviglie.
Anche “A” sarà riproposto in una seconda serata, domenica 11 maggio, sempre alle 21. Per informazioni e prenotazioni: Teatro Abarico, info@abarico.it, tel. 06.98932488 366.4538808.
7 maggio 2014