Al Teatro Argentina l’edizione 2013 del Premio Buon Samaritano

Si rinnova l’appuntamento organizzato dal Centro per la pastorale sanitaria, voluto dal vescovo Brambilla e ora dedicato alla sua memoria, per far emergere le testimonianze di fede accanto ai malati di Christian Giorgio

«Nell’Anno della fede questa nuova edizione del Premio acquisisce una rilevanza speciale perché vuole riconoscere e fare emergere la testimonianza di fede di coloro che sanno essere “il prossimo” accanto a chi è nella sofferenza». È monsignor Andrea Manto, direttore del Centro diocesano per la pastorale sanitaria, a spiegare il senso più profondo della XVI edizione del Premio Buon Samaritano che si terrà al Teatro Argentina sabato 6 luglio alle 19.30.

La manifestazione, voluta dal vescovo Armando Brambilla e adesso dedicata alla sua memoria, assegnerà tre riconoscimenti speciali a coloro che si sono distinti nella cura e nella volontà di aiuto ai sofferenti nelle strutture sanitarie romane. «La scelta del Teatro Argentina, nel cuore dell’Urbe – continua monsignor Manto -, dice davvero che Dio è al centro della città e abita con noi anche attraverso l’impegno silenzioso e fattivo di tanti nostri fratelli». Lo scorso anno era stato il vescovo Lorenzo Leuzzi, delegato per la pastorale sanitaria in diocesi, a esprimere l’augurio di organizzare il premio al Teatro Argentina affinché si potesse sottolineare maggiormente «il tema della malattia, perché non tralasciarlo è responsabilità educativa oltre che culturale».

La serata (biglietti gratuiti, da ritirare al Centro diocesano, tel. 06.69886227) si concluderà con uno spettacolo teatrale dedicato alla figura di Ildegarda di Bingen, dottore della Chiesa che scrisse di teologia, medicina, morale e nello stesso tempo visse «con coraggio e grande pazienza – dice monsignor Manto – l’esperienza della malattia nel corpo e della lotta spirituale contro l’egoismo, il degrado morale e la disperazione». La rappresentazione, ideata da Cristina Borgogni, e recitata dalla stessa regista con Paolo Lorimer, porta sulla scena le musiche della santa tedesca che si definì «piuma abbandonata al vento della fiducia di Dio». L’intento del Centro diocesano è quello di far diventare il Premio Buon Samaritano «un momento in cui – conclude – tutto il mondo della salute a Roma sappia riconoscersi come comunità intorno alla valorizzazione della umanizzazione della cura e della presa in carico dei nostri fratelli ammalati e di carità nei confronti delle persone più fragili».

4 luglio 2013

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