Alla Aranciera i colori di De Kooning
Per la prima volta in Italia una mostra dedicata all’artista olandese trapiantato negli Usa di Francesca Romana Cicero
Nelle ultime opere della produzione artistica di De Kooning, realizzate tra il 1981 e il 1988, la fluidità delle forme e l’uso brillante del colore, la cui luminosità è accentuata da grandi spazi bianchi, concorrono a trasmettere nell’osservatore una sensazione di leggerezza e serenità. Abbandonate le giovanili esplosioni di colore che irrompevano in modo selvaggio sulla tela, sollecitate dalla sperimentazione e dagli studi delle nuove generazioni americane avanguardiste, l’olandese De Koooning (1904-1997), trapiantato da adulto negli Stati Uniti, matura nel tempo una pacatezza di costumi e d’arte riscontrabile nella morbidezza del tratto curvilineo e nell’apparente ripetitività dei soggetti non figurativi, che sembrano differenziarsi solo nel dialogo tra colori primari.
Si tratta di opere nelle quali Maurizio Calvesi ha colto un’inesauribile vitalità e una «scremata melodia» che ha origine e si sviluppa dalla luce e da uno spazio mai chiuso che «sono tutt’uno in questi rondò inebriati di contemplazione», che rimandano alla leggerezza di Matisse. Per la prima volta l’Italia dedica una mostra monografica a quest’artista con 16 dipinti e una selezione di foto e documenti che illustrano il costante e felice rapporto de Kooning con la città di Roma. L’esposizione è allestita all’Aranciera di Villa Borghese al Museo Carlo Bilotti, inaugurato nel 2006 per accogliere le proposte più interessanti dell’arte contemporanea.
Si tratta di uno spazio che ha subito diverse trasformazioni nel tempo prima di essere adibito a museo comunale. L’Aranciera, a causa di un cannoneggiamento subito nel 1849 da parte delle truppe francesi accorse in difesa del Papa contro la Repubblica Romana, ha perso gli apparati decorativi. Ma è stata recuperata dopo usi impropri – tra cui l’essere adibita a deposito per agrumi – grazie alla generosità di una sorta di mecenate moderno, l’imprenditore Carlo Bilotti, che ha donato parte della sua collezione privata, e trasformata in museo.
Il biglietto d’ingresso alla mostra consente di visitare, al piano superiore, la collezione permanente che, oltre a rendere omaggio a Bilotti, comprende celebri opere di De Chirico eseguite negli anni Settanta. Esposto anche un raro ritratto doppio della moglie di Bilotti e della figlia allora dodicenne – scomparsa prematuramente – eseguito da Andy Warhol, grande amico della famiglia dell’imprenditore.
Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese (Viale Fiorello La Guardia), fino all’11 febbraio. Orario: da martedì a domenica dalle 9 alle 19. Lunedì chiuso. Biglietto integrato museo e mostra: intero 6 euro; ridotto 4 euro; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Per informazioni: telefonare allo 06 82059127 o consultare il sito internet
8 novembre 2006