Alla Lateranense la mostra su Pier Giorgio Frassati

Fino all’11 aprile l’Aula Magna ospita l’esposizione fotografica “Verso l’alto”, dedicata al giovane beatificato nel 1990 da Giovanni Paolo II, che lo definiva «uomo delle otto beatitudini» di R. S.

Si inaugura questa mattina, giovedì 3 aprile, alle 11.15 nell’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense la mostra fotografica “Verso l’alto”, dedicata alla memoria del beato Pier Giorgio Frassati. Un’esposizione, visitabile fino all’11 aprile, pensata proprio per i giovani universitari «come Pier Giorgio – spiegano gli organizzatori – il cui esempio è un’esortazione a un’esistenza vissuta in allegria e fiducia perché, come lui stesso diceva, “l’avvenire è nelle mani di Dio e meglio di così non potrebbe andare”».

Anche il titolo della mostra, “Verso l’alto”, richiama l’invito del giovane beato, nato a Torino nel 1901 e morto 24 anni dopo per una poliomielite fulminante contratta probabilmente nelle case dei poveri che assisteva, a procedere in quella direzione perché «più saliremo, meglio sentiremo la voce di Cristo». Ad inaugurarla, questa mattina, ci saranno il rettore dell’ateneo monsignor Enrico dal Covolo e padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia. Si rinnova così il legame di Pier Giorgio con il Laterano, che risale al 1984, quando la mostra a lui dedicata fu allestita nell’atrio della basilica lateranense e inaugurata da Giovanni Paolo II. Già nel 1977 l’allora cardinale Wojtyla, inaugurando sempre una mostra su di lui a Cracovia, indicava Pier Giorgio agli studenti come un modello da seguire. «Seppure non ancora salito agli altari – diceva – Frassati può essere considerato come un patrono, la guida spirituale della gioventù accademica, anche di quella dell’attuale generazione».

Più tardi, nel 1989, durante la sua visita alla tomba di Pier Giorgio, Papa Wojtyla ammetteva: «È per lui che sono venuto. Volevo rendere omaggio a un giovane che ha saputo testimoniare Cristo con singolare efficacia. Anch’io nella mia giovinezza ha sentito il benefico influsso del suo esempio e sono rimasto impressionato dalla forza della sua testimonianza cristiana». L’anno dopo, nel 1990, lo avrebbe beatificato. Giovanni Paolo II, ricordano dall’associazione che porta il nome del beato, «definiva Pier Giorgio “l’Uomo delle otto beatitudini”, ricordando però come egli sia stato un giovane “normale”. Ed è proprio la sua normalità la dimostrazione che «si può essere santi vivendo intensamente l’amicizia, lo studio, lo sport, il servizio ai poveri, in un rapporto costante con Dio».

Anche Papa Francesco ha indicato Frassati come modello per i giovani. Nel suo messaggio In occasione della prossima Giornata mondiale della gioventù e anche nell’incontro con gli universitari degli atenei di Roma, ha ricordato le sue parole: «“Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la verità, non è vivere ma vivacchiare”. Noi non dobbiamo mai vivacchiare, ma vivere».

3 aprile 2014

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