Alla scoperta di Orson Welles

Una bella raccolta di aneddoti in cui il regista si fonde con l’illusionista, con il mago, sua antica e amata “professione” di Andrea Monda

I titoli di un libro o di un articolo giornalistico, in genere, finiscono per tradire il contenuto che intendono presentare, nel senso che lo rivelano ma anche lo smentiscono. È questo il caso di una bella raccolta pubblicata da «Minimum Fax», intitolata «Orson Welles it’s all true. Interviste sull’arte del cinema». Ecco ciò che Welles dice di sé nel volume: «Io sono un impostore: parlo perfino dell’arte del cinema. Non parlerei mai ai miei amici dell’arte del cinema: preferirei essere sorpreso senza calzoni nel bel mezzo di Times Square». In lui il regista si fonde con l’illusionista, con il mago, sua antica e amata “professione”. Insomma siamo dentro un gioco di specchi borgesiano o all’interno di una sequenza onirica di Fellini, il cui limite, afferma il protagonista, ma anche la fonte del suo fascino, «è di essere fondamentalmente molto provinciale. I suoi film sono il sogno della grande città da parte di un ragazzo di provincia. Le sue sofisticherie funzionano perché sono creazioni di qualcuno che non è sofisticato. Tuttavia mostra spesso segni pericolosi di essere un artista superlativo che ha molto poco da dire». Ecco un assaggio di cosa è questo libro: un’infinita «collana di perle», collezione di battute, aneddoti, suggestioni che aiutano a mettere in luce un po’ di più questo colosso del cinema americano e, insieme, di conoscere qualcosa di più della settima arte e dei suoi massimi protagonisti. Welles, come si suol dire, «ne ha per tutti», non solo per Fellini; una battuta non si nega a nessuno, dall’ammirazione sconfinata per John Ford a quella più misurata per Kubrick, all’ammissione di totale distanza nei confronti di Bergman («mi è più estraneo di un giapponese») e così via, sempre sul filo dell’ironia e di un’acutissima intelligenza e umanità. Da queste pagine emerge l’uomo Welles alle prese con «questo ridicolo mito che si è creato intorno a me», un mito fatto di finzione che, come capita spesso, ha finito per stritolare la persona reale, la stessa bella persona che ci viene restituita da questa ricca raccolta di interviste.

«Orson Welles It’s all true. Interviste sull’arte del cinema», Minimum Fax, pagine 375, euro 14,50

12 marzo 2006

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