“Antologia delle meraviglie” recuperate dai Carabinieri
Nelle sale di Castel Sant’Angelo esposte opere trafugate e poi ritrovate grazie all’efficienza del Comando Tutela Patrimonio Culturale di Francesca Romana Cicero
“Antologia di Meraviglie” è il titolo che ben si addice alla mostra ospitata nelle sale del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, che riunisce capolavori dell’arte italiana recuperati grazie all’efficienza del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, istituzione di cui ricorrono i 40 anni di attività.
La passione per il bello – in tutte le sue espressioni – accomuna opere diverse per natura, epoca e committenza, riunite insieme per affermare ancora una volta – se mai ce ne fosse bisogno – la rilevanza della geniale creatività italiana nei secoli con il recupero, alla conoscenza e al godimento collettivo, di singole opere sottratte alla comunità e, conseguentemente, di siti archeologici, centri storici, piccoli e grandi musei ad essi connesse. Beni recuperati all’estero grazie ad oculate politiche diplomatiche, ma anche sul nostro territorio.
Dinanzi agli occhi del visitatore, impegnato nella visita del Castello, si apre uno scenario ricchissimo: in esposizione una Madonna del Bellini. Un leggio in legno, trafugato dal cimitero di Bologna, esempio delle tecniche a intarsio diffuse in epoca rinascimentale. Un ritratto del figlio Pierre eseguito da Renoir. Un olio su tela raffigurante le “Tre grazie” del Canova, pittore a suo dire «per suo piacere», e tante altre opere.
Opere delle quali interessante è seguirne le vicende relative al ritrovamento: un delicato ritratto maschile, eseguito in età giovanile da Antonello da Messina, trafugato a Pavia insieme ad altri due capolavori, è stato recuperato in una valigia rinvenuta presso il deposito bagagli della Stazione Tiburtina di Roma. In mostra anche la pagina di un antifonario ritrovata a Bollate, in provincia di Milano; era parte di un unico recupero effettuato dai Carabinieri a seguito di un clamoroso furto di 12 corali in pergamena di grande valore storico-artistico, perpetrato all’interno della biblioteca del convento di Santa Maria in Aracoeli nel 1986. Il ritrovamento è legato a un sospetto flusso di persone attorno al banco di un mercato, sotto il quale un rigattiere nascondeva un pregiato corale, dal quale strappava pagine da vendere singolarmente a collezionisti ed antiquari.
La pratica di smembrare le opere è assimilabile a quella di sezionare i dipinti per renderli più commerciabili all’estero. Ne è un esempio, suffragato da indagini scientifiche e spettrografiche, la pala di Santa Maria delle Grazie di Sezze Romano (Latina), “La vergine appare a San Francesco”, e “L’adorazione dei pastori”, olio di ambito solimenesco, tagliato nella parte superiore, dove erano raffigurati due angeli dai panneggi vaporosi facilmente appetibili sul mercato.
Merita una menzione speciale la celeberrima “Muta” di Raffaello, opera pittorica proveniente dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, emblema di una cultura raffinata, sottratta nel ’75 e recuperata l’anno successivo. Esposta in via straordinaria, l’opera ritrae una gentildonna, la cui identità è ancora avvolta nel mistero. Come la Gioconda, è in posa obliqua col capo rivolto verso il visitatore. In lei tutto testimonia l’epoca di appartenenza: le ricche vesti composte, la postura, gli anelli di squisita fattura. Capolavoro di cui le indagini diagnostiche hanno evidenziato modifiche attribuite allo stesso Raffaello, probabilmente dovute ad una mutata condizione (ipotizzata è la vedovanza) della donna: la scollatura della veste era inizialmente più ampia, i capelli più voluminosi, e i tratti del volto più giovanili.
Una rassegna, dunque, che documenta illeciti commessi, felici ritrovamenti, occasioni rinnovate di studio, e “meraviglie” del nostro patrimonio artistico da salvaguardare.
“Antologia di Meraviglie. 1969 – 2009: 40 anni di attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale” c/o Castel Sant’Angelo. Fino al 30 gennaio 2010. Catalogo Sillabe: 22 euro in mostra. Organizzazione: Centro Europeo Turismo e Cultura. Ingresso e orari comuni a quelli del Castello.
1 dicembre 2009