Banche del cordone ombelicale. L’esperienza romana al Gemelli

Domani al Teatro Capranica lo spettacolo di sensibilizzazione con Antonella Ruggiero e Silvia Budri, presentato da Fabrizio Frizzi di R. S.

Si intitola “Nel grembo di una donna” lo spettacolo di Francesca Giordano in programma per domani alle 20.30 al Teatro Capranica. Un evento promosso, fra gli altri, da Forum delle associazioni familiari, Acli e Movimento per la vita romano, in sostegno delle banche del cordone ombelicale. La serata, presentata da Fabrizio Frizzi, vedrà come protagoniste l’attrice Silvia Budri e la cantante Antonella Ruggero, insieme per dare voce e corpo a una campagna di sensibilizzazione che a tutt’oggi ha raggiunto soltanto il 25% delle donne che partoriscono.

In Italia infatti i parti sono circa 600mila all’anno, ma le banche del cordone ombelicale sono solo 15. A Roma poi la «Cord Blood Bank», la banca di cellule staminali da cordone ombelicale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nei suoi primi due anni di vita ha prelevato mille unità di cordone ombelicale, crioconservandone 250, pronte per essere utilizzate. «L’idea è nata per fare fronte a una duplice esigenza: creare una struttura per permettere alle donne di donare il cordone ombelicale e provvedere i pazienti ematologici delle cellule staminali di cui hanno bisogno». A spiegarlo è Giuseppe Leone, direttore dell’Istituto di Ematologia del Policlinico Gemelli, che ha dato vita alla “banca” insieme al Dipartimento per la tutela della salute della donna e della vita nascente, diretto da Salvatore Mancuso. I due istituti del Gemelli ospitano anche i due laboratori della banca: in uno avviene la raccolta del sangue e la sua tipizzazione; nell’altro – presso il Servizio di ematologia ed emotrasfusione – viene controllata la qualità, e vengono manipolate e conservate le cellule staminali raccolte.

«Il sangue del cordone ombelicale e della placenta è ricco di cellule staminali e di precursori emopoietici ad alto potenziale replicativo – chiarisce l’ematologo -, sostanze cioè capaci di produrre in quantità globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Per questo le cellule staminali del cordone ombelicale sono importanti nella cura di leucemie, aplasie midollari, malattie congenite come la talassemia, un certo numero di linfomi e le malattie da disturbi del sistema immunitario». Ma non tutte le donazioni riescono ad arrivare a segno: gli adempimenti di legge e i controlli di qualità fanno sì che solo il 30% delle donazioni sia poi conservato all’interno della banca. Il trapianto è, invece, eseguibile sia sui bambini che sugli adulti, anche se i 60-70 centilitri di sangue che si riescono ad ottenere dal cordone sopperiscono bene solo alle necessità di un bambino o di un adolescente.

«In campo ostetrico-ginecologico sono molteplici le possibili applicazioni delle staminali – osserva Salvatore Mancuso -, in particolare in oncologia ginecologica, dove sono usate per migliorare la qualità di vita della donna affetta da tumore. Abbiamo, inoltre, sviluppato dei modelli sperimentali per verificare la possibilità di trapiantare cellule staminali durante la vita prenatale -aggiunge- allo scopo di correggere difetti congeniti come le emoglobinopatie». Un cammino ancora da sviluppare, che richiede il contributo e l’impegno di tutti.

Se ne parlerà nello spettacolo di domani sera, patrocinato anche dalla Regione Lazio. Ma il sostegno alle banche del cordone ombelicale è possibile ogni giorno attraverso un versamento sul conto corrente bancario numero 108606/36 intestato a M3V Arte&Comunicazione, Causale: Banche cordone ombelicale, Banca di Roma, Agenzia 112.

12 dicembre 2005

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