Brandolini, una lirica filiale
C’è la campagna al centro di questa silloge di poesie: versi asciutti che sfuggono a molte delle sirene liriche contemporanee di Marco Testi
In genere la presenza familiare per eccellenza nella poesia contemporanea è quella della madre patiens o del padre antagonista. Raramente assistiamo, come accade in questo «Poesie della terra» di Alessio Brandolini, ad una lirica in cui non solo il modello positivo è quello paterno ma dove la terra viene messa in relazione con il genitore e non con la madre, come accade sovente in territorio poetico. Questa breve silloge di poesie sfugge a molte delle sirene contemporanee: il verso è breve e asciutto; il giardino felice dell’infanzia è quello in cui la comunione è con il padre e non con l’archetipo materno; la campagna torna al centro del discorso poetico in un momento in cui altri sono i luoghi deputati alla lirica contemporanea: i bar, le stazioni della metropolitana, la macchina, la strada affollata o il vicolo deserto. Poesia di respiro breve, quindi, che si sviluppa e prende corpo attraverso accumulazioni lessicali («Nel legno/ nel respiro/ nello sguardo/ nel passo lento»), e che ha nello sguardo un elemento fondante. Gli elementi di questo cosmo sono infatti, anche i più irrilevanti e banali, colti e collocati quasi mimeticamente nello scenario di una natura ancora madre feconda: «Oltre la rete metallica/ con i fili spinati/ stanno uno sull’altro/ i rami tagliati/ che seguitano a fiorire». Si tratta di uno sguardo che attraverso il contatto con la terra riscopre il cuore, ben oltre la razionalità e la fretta del moderno viaggio metropolitano. In questo caso, il cuore è rappresentato dal riconoscersi figlio e dall’accettare la diversità, quella propria e quella del padre: in questo sì al molteplice dell’esistenza si raggiunge l’unità, perché il silenzio paterno ha permesso la parola filiale. È una poesia in cui la nostalgia per la comunione padre-natura è attenuata da questo senso di accettazione del vivere le proprie scelte nel mondo. La separazione è una necessità che però non esclude la tensione verso quell’angolo periferico del mondo dove «si raggiunge la calma/ con la camicia pregna di sudore/ presto ci si abitua al soggiorno/ fuori del chiasso». Sono lontani gli elementi elegiaci e scolastici, grazie a questa scabra, asciutta pronunziazione dell’amore verso un genitore, che qui è anche amore verso la vita stessa.
«Poesie della terra», LietoColle, 10 euro
23 ottobre 2005