Capire i conflitti e praticare la pace

I giovani dell’associazione “Rondine cittadella della pace” accompagneranno decine di scuole medie sui luoghi della Grande guerra in Trentino e Friuli per spiegare e motivare il rifiuto dei conflitti di R. S.

«Apprendere da quell’inutile strage per educare a costruire la pace». Bernardo Venturi, direttore dello studentato internazionale dell’associazione “Rondine cittadella della pace”, ha sintetizzato così ieri sera, 9 luglio, a Roma l’obiettivo del progetto “Capire i conflitti – praticare la pace”, che l’associazione sta portano avanti in partnership con il ministero dell’Istruzione nel centenario dello scoppio della prima guerra mondiale. Un «intreccio – ha spiegato – fra apprendimento e trasmissione di quanto imparato. I giovani di Rondine, che spesso provengono da aree di conflitto, affiancati dagli educatori, accompagneranno decine di scuole medie sui luoghi della Grande guerra in Trentino e Friuli per spiegare e motivare il rifiuto dei conflitti».

«Andremo a visitare questi luoghi con ragazzi che i conflitti li vivono oggi sulla propria pelle – ha aggiunto il sottosegretario del Miur Roberto Reggi, per il quale – la conoscenza delle altre culture è il presupposto per il dialogo». In un breve video, numeri e iniziative dell’associazione. Con il progetto “Le piazze di maggio”, Rondine «porta a più di 200 giovani in Calabria una nuova modalità di dialogo, apre ponti di cooperazione formando 30 giovani leader di Libia, Tunisia, Egitto e Italia».

Nel 2013 sono 30 gli studenti internazionali di Rondine, 500 le candidature ai suoi progetti, oltre 5mila gli studenti in visita di istruzione alla cittadella. Negli anni Rondine ha organizzato “viaggi di pace” in Medio Oriente e altre aree di conflitto. «I giovani di Rondine si rendono in qualche modo educatori dei giovani italiani -, ha osservato il presidente Franco Vaccari chiedendo un minuto di silenzio per – la crudele uccisione, nei giorni scorsi, dei tre studenti israeliani e del giovane palestinese».

Con lo sguardo rivolto al Medio oriente “ma non solo”, Marina Sereni, vicepresidente della Camera dei deputati e “amica” di Rondine, ha fatto notare la «scarsità degli strumenti a disposizione per la pace». «In quell’area del mondo c’è bisogno di far rinascere la speranza e la fiducia soprattutto nelle giovani generazioni che hanno conosciuto solo i fallimenti del processo di pace. C’è bisogno di questo seme, di questa capacità di vivere insieme e accettarsi», ha chiosato esprimendo apprezzamento per l’attività di Rondine. Anche la politica, ha concluso, «ha bisogno di questa testimonianza».

10 luglio 2014

Potrebbe piacerti anche