Carceri, è ancora emergenza
Presentato il rapporto dell’associazione Antigone sugli istituti di pena italiani: dal 2009 i detenuti sono quasi 2mila in più. Lanciato anche un web/doc inchiesta con video, audio, immagini e infografiche di F. Cif.
Al 31 ottobre del 2012 sono più di 66mila i detenuti reclusi nelle carceri italiane – poco più di un terzo gli stranieri -: tra i condannati, oltre il 60% ha un residuo di pena inferiore a 3 anni, mentre le persone in custodia cautelare sono 26.804. È dedicato a loro “Senza dignità”, il rapporto presentato ieri, 19 novembre, dall’associazione Antigone nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana. Una fotografia della situazione che punta il dito sui nodi del sistema carcerario italiano, dal sovraffollamento alla difficoltà a garantire la salute, fino ai suicidi e alla violenze. Evidenziando il limite di una legislazione culminata nel cosiddetto decreto “svuota carceri” che non è stata in grado di salvare le strutture di pena italiane: nonostante infatti la dichiarazione dello stato di emergenza, dal 2009 i detenuti sono quasi 2mila in più.
Tra i reati più diffusi che conducono alla detenzione ci sono senz’altro quelli contro il patrimonio, seguiti da quelli previsti dal testo unico sugli stupefacenti e da quelli contro la persona. Per lo più uomini, giovani e italiani i reclusi che li hanno commessi. Poco più di 2.800 le donne detenute (solo il 4,2% del totale), di cui 1.137 le straniere; 53 i bambini che vivono in carcere con le madri. Numeri di un Paese che, in termini di strutture carcerarie, è il più sovraffollato d’Europa, con 142 detenuti ogni 100 posti, contro la media di 99,6 negli altri Paesi dell’Unione. Calano comunque gli ingressi – 32.625 nel primo semestre del 2012 – e le previsioni a fine anno parlano di meno di 70mila ingressi.
Insufficienti, secondo Antigone, le misure adottate negli ultimi tempi. La legge del 2010 che consente di scontare agli arresti domiciliari l’ultimo anno di pena – poi portato a 18 mesi – ha fatto uscire 8.267 detenuti. Per l’associazione si tratta un realtà di «una piccola cosa»: il dato infatti va messo in relazione con il numero dei detenuti scarcerati dall’entrata in vigore della legge, oltre 140mila. Intanto il Piano carceri, ridotto stesura dopo stesura, prevede 11mila nuovi posti entro il 2013, «molti dei quali fanno capo a carceri in via di costruzione da oltre un decennio, che con il piano non hanno niente a che vedere». Ridotti dagli originali 11 ai 4 attuali i nuovi istituti previsti e il numero dei padiglioni scende a 17.
Il rapporto presentato da Antigone propone invece di investire sulle misure alternative al carcere, che al 30 settembre 2012 riguardavano 19.107 persone, e sull’aggiornamento del codice penale, lavorando per tutelare i diritti dei detenuti, garantendone la rieducazione e la promozione della salute. L’obiettivo: ripristinare la legalità nelle carceri e restituire «dignità» ai detenuti e al sistema. Solo nel 2012 infatti sono morti nelle carceri del nostro Paese 93 detenuti, di cui 50 per suicidio. Altri 4 i decessi nelle camere di sicurezza. Tra i reclusi suicidi, poco più di un terzo è di origine straniera: il più giovane aveva 21 anni, il più anziano 71. 28 i casi violenze segnalati all’associazione.
Presentato a corredo del rapporto anche “Insidecarceri”, il primo web-doc/inchiesta sugli istituti di pena italiani. Video, audio, immagini e infografiche disponibili gratuitamente su www.insidecarceri.it, realizzate insieme al service giornalistico “Next New Media”. Si tratta, spiegano i curatori, di «un mosaico ragionato di diversi contenuti multimediali, che offre un’esperienza di fruizione completamente nuova». Ad oggi sono disponibili le immagini relative a 18 istituti,tra cui 3 ospedali psichiatrici giudiziari. Altri contenuti saranno implementati entro breve termine.
20 novembre 2012